Mani della carità: a Tuglie l’impegno della Fraternità guidata da suor Paola

Da sinistra suor Paola e le altre Sorelle. Al centro la compianta suor Rita

TUGLIE. Un impegno costante, silenzioso e rivolto all’intera comunità. Dal 27 settembre del 2004, la Fraternità intitolata a Santa Gianna Beretta Molla, moglie e mamma, pediatra e impegnata in Azione Cattolica, proclamata da Giovanni Paolo II santa protettrice delle famiglie, è una realtà importante non solo per Tuglie, ma anche per l’intera diocesi di NardòGallipoli.
«I nostri servizi – afferma la responsabile suor Paola De Francesco – mirano ad essere espressione della carità evangelica feconda di prossimità e condivisione. Accogliamo persone anziane sole: alcune usufruiscono della sola pensione sociale e non essendo più autosufficienti sono state costrette a lasciare la propria abitazione non potendosi permettere la possibilità di una badante. Ogni giorno offriamo il pranzo ad otto persone con disagi diversi. Questo servizio è nato grazie alla generosità della gente di Tuglie che ci colma di ogni bene che per forza dobbiamo condividerlo con gli altri. Periodicamente offriamo una prima accoglienza a donne in difficoltà. In questi anni abbiamo sostenuto anche il percorso scolastico di tre giovani, due all’università ed uno ad una scuola professionale perché essendo privata, la famiglia non ne aveva la possibilità economica. Siamo certe che investendo sui talenti di questi ragazzi  prima o poi i frutti si vedranno». Insieme a suor Paola, la Fraternità è composta da suor Cecilia, suor Prudentiana, suor Anna e suor Maria, “anche se da lassù è sempre fra noi madre Rita che è la nostra fondatrice”.

«Tuglie – continua Suor Paola – attraversa, come in tutta Italia, un periodo non facile. Ci auguriamo che la crisi possa aiutarci a crescere, riportandoci all’essenziale, alla sobrietà, alla riscoperta delle relazioni d’aiuto e di sostegno familiare e con il vicinato, perché il servizio della carità non potrà mai esaurire il bisogno di comunione insito in ogni uomo». Per il futuro sono due gli obiettivi: «realizzare alcuni sogni di Madre Rita, come la nascita di un centro d’ascolto che ci aiuti a captare i veri bisogni della gente e il coinvolgimento dei giovani nella meravigliosa avventura della carità».

Commenta la notizia!