Maglie – Un incontro aperto a tutti, per informare la cittadinanza sulle ragioni dell’opposizione al gasdotto Tap: l’appuntamento è per le 18 di venerdì 28 settembre nell’atrio del Liceo Capece (in piazza Aldo Moro). L’evento è promosso dal Coordinamento per la Tutela del Territorio Magliese (Cttm).

Docufilm e interventi di esperti. Si inizia con la proiezione di “Un anno di lotta”, di Baba Paradiso, che racconta la lotta del Movimento No Tap e l’oppressione subita dalla popolazione salentina nel suo opporsi al gasdotto. Seguiranno gli interventi di Michele Carducci (in foto), ordinario di Diritto costituzionale comparato presso l’Università del Salento e coordinatore del Centro di ricerca euro-americano sulle Politiche costituzionali (Cedeuam); Alessandro Manuelli, componente della Commissione tecnica del Comune di Melendugno; Elena Papadia, avvocato, impegnata nella difesa giudiziaria degli attivisti colpiti dalle misure repressive. Coordinerà gli interventi Francesco Palmieri del Movimento No Tap.

Un atto di “ingiustizia climatica”. Così si esprime il prof. Michele Carducci, che afferma: «Il gasdotto Tap in una parola è un’opera anacronistica rispetto agli obiettivi climatici di salvaguardia del pianeta. Per questo diventa rilevante la lesione di diritti umani ambientali. Avallarla significa commettere un atto miope di “ingiustizia climatica”. Secondo il Movimento, l’infrastruttura “trasgredisce numerosi impegni, obiettivi e standard internazionali”, come la Convenzione di Aarhus e l’accordo di Parigi sul clima». La Convenzione, che prende il nome dalla città danese di Aarhus, dove fu firmata il 25 giugno del 1998, è un trattato internazionale che ha lo scopo di garantire il diritto alla trasparenza e alla partecipazione  dei cittadini nei processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero in ambito ambientale. La Convenzione è stata ratificata da 45 Stati e dall’Unione europea (in Italia con la legge n. 108 del 16 marzo 2001). L’accordo di Parigi sul clima è un accordo globale sui cambiamenti climatici, raggiunto il 12 dicembre 2015 nella capitale francese: prevede un piano d’azione per limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2ºC, e si applicherà a partire dal 2020.

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