Magliesi che hanno lasciato il segno: domani riflettori sui fratelli Mario e Claudio Micolano

Maglie – L’Amministrazione e Biblioteca comunale con il sostegno di alcune associazioni culturali vogliono ricordare le persone che hanno segnato la storia recente della città: poeti, scrittori, intellettuali che nella scuola hanno “cresciuto” intere generazioni di giovani. Dopo il poeta Salvatore Toma nel mese scorso, ora è il turno dei due Micolano, Mario e Claudio, entrambi umanisti: il primo docente di italiano e latino per tanti anni presso l’Istituto magistrale e poi nel liceo Capece; il secondo, docente di latino e greco, figura dominante  per decenni nel liceo Capece. Ora la Fondazione Capece, L’Alca e l’Amministrazione comunale, venerdì 13 luglio,  nell’atrio esterno della Biblioteca (ore 21), ricorderanno le due personalità con la presentazione del libro “Poesie e saggi” a cura di Giuliana Coppola e Salvatore Coppola.

Con Claudio (foto, scomparso a 87 anni nel 2010) in parecchi hanno condiviso l’insegnamento al Capece ed i sei anni di Tempo d’Oggi, dal 1974 al 1980 (come chi scrive questo articolo).  Tempo d’ Oggi è stato un quindicinale che ancora oggi viene citato, una miniera di notizie, di ricerche storiche sul territorio, su cui hanno scritto intellettuali, storici e poeti di Maglie  come Nicola De Donno, Emilio Panarese, Salvatore Toma, ma anche della provincia come Vittorio Zacchino di Galatone, Domenico de Rossi di Gallipoli, Donato Moro di Galatone, Donato Valli di Tricase, Ercole Ugo D’Andrea di Galatone. Come dire le migliori menti del periodo e oltre. Le prose di Claudio Micolano sono raccolte in “Uomini e formiche” e “Prose (due un soldo)”, le sue poesie  in “Crepuscolo” e “S’è chiuso il cielo”, ma numerosi sono i suoi contributi sulle riviste culturali dell’epoca.

Claudio Micolano e Tempo d’oggi Claudio Micolano è presente nella redazione del giornale già dal primo incontro quando in pochi si decise di dare vita a un giornale quindicinale. Il  suo primo pezzo è sul secondo numero  e inaugura una serie di interventi in cui la condizione presente viene confrontata con quella del passato, frutto di memoria personale  o di ricerca documentaria. La nota dominante è la nostalgia di un tempo che non tornerà più. “Com’era verde il mio paese” si intitola il primo pezzo in cui Micolano constata la  natura violata dalla speculazione edilizia  e ricorda con nostalgia “i campi verdi digradanti sul declivio dell’umile serra… dalla contrada Palicella alla Poligarita”. I suoi articoli, tutti lunghi e documentati (d’altronde si trattava di un quindicinale)  ruotavano intorno a precisi nuclei tematici:

La città  Numerosi i pezzi che analizzano la situazione di Maglie. Quello sul n. 6/74,  intitolato “La vecchia signora”, è di stridente attualità, sembra scritto oggi. Micolano fa l’analisi della mancata crescita demografica di Maglie a differenza degli altri centri salentini.  C’è un’accurata indagine sulle cause: mancanza di fonti di lavoro sufficienti e adeguate, priorità ed eccellenze perse nel campo dell’artigianato e del commercio. C’è sempre attenzione agli aspetti quotidiani della città: n.15-16/74 “Finalmente il parco giochi a Maglie” (il parco della Rimembranza); n.21/74  “Il mercato del sabato” descritto minuziosamente usando il registro narrativo; 2/75 “Il problema della biblioteca” (invoca più personale e intervista il sindaco Salvatore Fitto); n 10/75 “È tempo ormai di provvedere: basta con le promesse” riferito alle condizioni del centro storico in degrado; “Non scandali, ma buoni consigli”(n.3/78), Maglie ridotta a uno stagno dove “non si muove nulla”.

Turismo: è un tema caro a Micolano. Sul n10/74 nel pezzo intitolato”Puglia, svendesi villaggi turistici” riflette e commenta su  una visita di giornalisti stranieri; sul n.12 del medesimo anno nota con disappunto le tendopoli abusive ai laghi Alimini;  nel n. 19/ 75 “La calata dei forestieri” fa alcune  riflessioni sul turismo fiorente solo in apparenza (vacanze brevi, turismo di lusso per pochi); nel n. 6/77  analizza “Colpe ed errori del turismo nel Salento” e allo stesso tema dedica l’editoriale  “Tirando le somme” nel n. 15 del medesimo anno; nel  n. 4/78  coniuga il turismo con l’archeologia “S. Cesarea Terme”; “Problemi turistici del Salento: Castro” è il titolo di un pezzo sul n.7 del medesimo anno; “Se dunque non ci difendiamo da soli, chi ci difenderà?”, riflessioni sui “grossi complessi di società fantasma” (n.10/78).

Artigianato e artigiani.  Sempre attento all’evoluzione dell’artigianato (e in alcuni casi ne registra la scomparsa); riflettori accesi  sulle figure di artigiani ancora attivi e sui mestieri che sono scomparsi. n 12/75 “C’era una volta l’artigianato magliese e ora c’è ancora”, riferito alla mostra organizzata dall’Arci; n.4 /77 “Chi salverà l’artigianato?”, a proposito ancora della mostra; n. 9/77 “Mostra artigiani,  farsa o tragicommedia”. Si interessa ancora delle sorti della mostra (“A conclusione di una mostra” n.16/78) e segue la realizzazione dell’area artigianale (“A che punto è a Maglie l’area artigianale” n.6/78; “La metropoli degli artigiani” n.17/78.   Tratteggia con puntuale precisione le figure di alcuni artigiani-artisti: “Enrico Vincenti” (n.11/74); “Ricordo di mesciu Pippi Panarese” (n 2/75); “Adolfo Piccinno l’ultimo artista del legno” (n.11/76); Giuseppe Vella (n.21-22/76);  “Ricordo di un maestro, Pippi Conte” (8-9/79). Recupera con ammirevole precisione i mestieri che sono scomparsi o sono ormai in fase di estinzione: “Lu zzucaru” (n.18/75); “Lu falegname d’arte grossa (n.21/75); “Lu mbrellaru cconzalimmi e ggiustacofane” (n5/76);   “Pellettari o “cunzaturi”, storia delle pelletterie a Maglie attive dal 700, ricerca storica e descrizione dell’ultima quella dei fratelli Tondi (n 7/77); “Lu guarnamentaru”(12/79). In tutti i pezzi, tutti molto lunghi e articolati, una descrizione precisa e minuziosa degli strumenti e delle tecniche senza trascurare gli aspetti ”umani” in cui traspare la solidarietà di fondo con la gente semplice e operosa.

Economia e problemi connessi Apparentemente in contraddizione con la sua formazione classica è il corposo numero di articoli che trattano di economia di ordine generale e in modo specifico locale. Micolano su questo tema si muove con disinvoltura (senza pretese di scientificità) partendo a volte da articoli e riflessioni apparsi su giornali nazionali, oppure traendo spunto da occasionali colloqui con i commecianti locali.  “Crisi e disordine del commercio” (n. 22/74; sul medesimo numero tratteggia la figura di Giuseppe Romano “tra commercio e teatro”; “Spigolature d’economia”(n.2/75),   vista da un comune cittadino dalla parte dei consumatori;  sul n. 23/75  affronta la crisi del tabacco “Per il Sud non c’è speranza”; “C’era una volta l’agricoltura”  sulla  mancanza di politica agricola, crisi della terra collegata alla crisi della società (n. 12/76); “ Economia oggi” (n. 21/77). Strettamente legato all’economia il problema dell’emigrazione : n.17/74 “ La crisi dell’emigrazione”;  nel numero successivo ritorna sull’argomento dopo il referendum in Svizzerra favorevole alla permanenza dei lavoratori stranieri. “Ha vinto il lavoro”- scrive- e si augura che in futuro si possa parlare non di “lavoratori all’estero” ma di “fratelli”.

Scuole  Da uomo di scuola ha a cuore tutti gli istituti  di Maglie e si occupa in particolare di quelli che hanno qualche disagio per penuria di locali: n 25/74 “Ancora critica la situazione di alcune scuole a Maglie”, in particolare il Tecnico industriale  professionale femminile e il  Tecnico commerciale; “Dopo la tempesta” la situazione  del professionale per l’industria e l’artigianato (n.2/76); sul n. 3/77 “Tavola rotonda al Lions club sulla riforma della scuola superiore”;  sul n.16/77 “Obiettivo scuola”, caos di inizio anno visto anche  nelle ripercussioni sulle famiglie; infine due puntate (n.17-18/77) “Obiettivo scuola”, analisi della condizione di tutti gli istituti scolastici.

Difesa delle tradizioni  Attenzione alle tradizioni che sono scomparse o che cambiano:Tradizioni che cambiano”   nostalgia per le tradizioni natalizie (n.1/75); n.11/75 “San Nicola  di ieri e di oggi” (n.11/75); “La fiera dell’Addolorata” (5/76) . La difesa delle tradizioni è legata  al rispetto e alla considerazione degli anziani: n. 26/75 “Non c’è spazio per i vecchi”; n. 12/77 “Questa casa è di tutti”, atti di vandalismo nella casa di riposo in costruzione;  n. 7/79 ”La casa di riposo a Maglie è una realtà”

La politica  Rimane lontano dalle passioni politiche che agitavano gli animi in quegli anni.  La sua posizione può essere riassunta da un editoriale scritto sul n.4-5 del 74 in prossimità del referendum sul divorzio  “Facendo il punto”  è il titolo del pezzo. Ecco la sua posizione” Chi scrive non fa in genere politica, ma segue gli avvenimenti da lontano (non è bello, lo so, ma è comodo), e può spesso tirar le somme d’un fatto con tranquilla obiettività”. Così nel n.17/75 coglie delle recenti elezioni lo spreco dei manifesti elettorali, “Peccato, quanto spreco” è il titolo significativo. In ogni argomento che affronta riaffiora il senso della misura e dell’equilibrio ereditato dal suo amore per il mondo classico.

Recensioni e racconti  Sono gli ambiti in cui si trovava completamente a suo agio.  Da segnalare le numerose recensioni (sempre puntuali e mai servili)  che seguono la produzione (in particolare saggistica) provinciale.  Col n.22 del 21dicembre  del 78  Tempo d’Oggi cambia formato, non più quello “lenzuolo”  ma uno ridotto e maneggevole. Non cambia solo il formato, cambia anche lo spirito che aveva animato i primi tre anni.  Dal quel numero in poi  prendono il sopravvento gli articoli da terza pagina con collaborazioni esterne pregevoli che si aggiungono alle eccellenti competenze interne alla redazione (Nicola De Donno, Emilio Panarese, Verofilo D’Amanzo, Nello Sisinni). Claudio in ogni numero, fino all’ultimo del 20 dicembre 1980,  scrive un racconto: il primo si intitola “La vendetta delle formiche”, l’ultimo “Ignavos redimunt Musae (ovvero: la forza della poesia)”.  Tutto da rileggere.

 

 

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