«Il “MacMa”, uno dei migliori musei»

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Matino. A Lecce ci sono le sue radici e la prima parte della formazione artistica, ma è a Milano che la carriera del maestro Fernando De Filippi prende forma.

A 19 anni concluso il liceo si trasferisce prima a Parigi e poi definitivamente a Milano dove vive tutt’ora. Studia e si diploma nella prestigiosa accademia di Brera, presso cui diventerà prima docente e poi direttore nel 1991, per quasi 20 anni, testimoniando i cambiamenti artistici dovuti anche all’uso dei nuovi media. La sua prima esposizione personale si è svolta nella sua città, alla galleria “Il sedile” di Lecce, ma negli anni successivi le sue opere hanno girato il mondo, sono state oltre cento personali le esposizioni in Italia e all’estero da Milano, Roma, Firenze, Lecce a Parigi, Bruxelles, Belgrado, Varsavia e New York.

Il maestro, arrivato a Matino per affari, non si è tirato indietro e ha raccontato la sua esperienza artistica, visitando le sale del museo d’arte contemporanea di Matino MacMa), intitolato all’artista matinese Luigi Gabrieli, sorto nelle scuderie dei Marchesi Del Tufo.

Fu proprio Gabrieli uno dei suoi primi maestri della Regia scuola artistica di Lecce. «A livello iniziale ha sicuramente influito sulla mia produzione – dice De Filippi – ci permetteva di guardare oltre la salentinità, perché con lui si faceva anche comunicazione, allo stesso modo Bonini che insieme a Gabrieli ha completato il percorso di conoscenza negli ultimi due anni di scuola».

De Filippi era presente anche il 29 maggio scorso, all’inaugurazione del museo MacMa, voluto e realizzato dall’Amministrazione Primiceri e dall’assessore ai Beni culturali Antonio Costantino. Il museo è stato più volte visitato dal maestro De Filippi che afferma: «Questa è una delle maggiori collezioni per quantità e qualità dell’arte visualee. Non credo esista una raccolta di questo particolare aspetto, oltre alle opere di Gabrieli, ce ne sono altre molto importanti che testimoniano un momento della ricerca artistica soprattutto degli anni ‘70 che è la poesia visiva».

Motivo di orgoglio quindi per Matino che si è dotato di un gioiello simile: sono oltre 450 le opere esposte, tutte donazioni provenienti da artisti come lo stesso Luigi Gabrieli, Mirella Bentivoglio, Emilio Isgrò, e tanti altri nomi importanti, che hanno caratterizzato il periodo della poesia visuale, particolare tecnica che tende a gettare un ponte tra scrittura e pittura.

Maria A. Quintana

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