Ma il Comune aiuta anche i cani…

by -
0 566

Racale. Tempo di vacche magre al Comune di Racale, come in tanti altri del Sud come del Nord. Non si naviga in acque tranquille, le urgenze e le richieste dei cittadini sono tante, per cui riesce difficile anche stabilire delle priorità. Tempi duri, quindi, ma non tali da abbandonare le persone al loro destino. Di più, nemmeno gli animali. Neanche i cani come dimostra la decisione dell’Amministrazione di saldare la parcella per un intervento ortopedico su un cane randagio.

È purtroppo storia di tutti i giorni: un cane viene investito e abbandonato sulla strada. Alcuni passanti lo vedono avvisano i vigili. È privo di microchips, come stabilisce la legge, quindi si è impossibilitati a risalire al padrone. D’altronde pietà per gli animali vuole che non si possa abbandonare un cane sulla strada a morire per le ferite. Anche la legge non lo permette. C’è, infatti, un’ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, del marzo del 2009 inerente la tutela e l’incolumità pubblica, il controllo del benessere e della conduzione degli animali.

Il povero cane, senza nome e senza padrone, viene portato presso lo studio del veterinario Antonio D’Argento dove viene curato e rimesso in piedi. A questo punto qualcuno deve pur pagare l’intervento risolutorio del veterinario. Se ne fa carico il Comune per la somma di 1.800 euro.

Saranno molti a storcere la bocca, come spesso succede quando si parla di soldi pubblici spesi per gli animali, per il loro ricovero nei canili o, come in questo caso, per le cure. Prima le persone, si dice, bisogna pensare prima ai bisogni degli uomini e poi a quelli degli animali, se proprio è necessario. Certo, in periodi di ristrettezze i toni possono diventare anche aspri.

Eppure, anche senza essere animalisti, una riflessione positiva viene fuori. Se un’Amministrazione è sensibile verso la sorte di un cane, a maggior ragione lo sarà nei confronti degli uomini con o senza padroni.

Commenta la notizia!