Luccio e Otello Roberto, casa a Montevideo e cuore a Casarano

Otello Roberto mentre vota nelle elezioni del 2005 in Uruguay

Casarano.  Un pezzo di Casarano a Montevideo rivive nei ricordi e nei racconti di Luccio Roberto, titolare in quella città di un’azienda  e dirigente dell’Associazione pugliese in Uruguay, che organizza eventi e scambi culturali con la madrepatria.

La storia che racconta è quella di suo padre, Otello Roberto  che lasciò Casarano a vent’anni, percorse in autostop la strada fino a Taranto, quindi in traghetto fino a Napoli e da qui sul “Macedonia” dopo 35 giorni di oceano arrivò nel porto di Montevideo.

Era l’estate del 1925. Otello nella valigia aveva solo qualche spiccio, pochi vestiti e un paio di attrezzi da falegname, il suo mestiere. Percorse a piedi la strada per il centro finché sulla via principale sentì il rumore di una falegnameria. Si fermò e chiese se c’era del lavoro per lui. Il titolare gli offrì il lavoro e anche un posto per dormire.

Dopo qualche anno quella falegnameria divenne una delle più importanti di Montevideo e Otello ne assunse la gestione. Sposò una ragazza di origini calabresi, una poetessa italo-uruguaiana, ed ebbero tre figli. Nel 1950 decise di tornare in Italia visto che in in tutti quegli anni non aveva mai perso i contatti con la sua famiglia.

Casarano gli apparve uguale, non era cambiata, ma non c’erano più i suoi amici né molti dei suoi famigliari. Otello capì di dover scegliere, restare nel Salento o tornare a Montevideo dove aveva realizzato la sua vita, i suoi progetti e dove aveva  sua famiglia. Scelse di ritornare a Montevideo e vivere lì il resto della sua vita.

Otello è morto da qualche anno, ma ha fatto in tempo a divenire il più anziano pugliese mai vissuto in Uruguay. Nelle elezioni del 2005 fu l’uruguaiano più anziano a recarsi alle urne. Aveva 100 anni suonati e di lì a poco sarebbe morto. Ha insegnato ai suoi figli l’italiano, il dialetto, la sua umanità e i valori della famiglia e del lavoro che, per lui, erano i più importanti. Suo figlio Luccio ha visitato Casarano una volta, qualche anno fa. Ci racconta che vederla era come ritrovarsi nei racconti e negli occhi di suo padre. Ora resta in contatto col Salento e, ci racconta, tifa per il Lecce e per il Casarano.

LG

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