Luca Colitta, giudice antimafia

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Luca Colitta

Galatone. Da Galatone a Castrovillari per combattere la mafia: dopo il premio Livatino-Saetta, ricevuto per la propria attività professionale, il giovane magistrato Luca Colitta (a destra nella foto) è stato gratificato con un riconoscimento da parte dell’associazione Caledda.

«La soddisfazione è doppia, perché oltre a ricevere un premio dalla mia città c’è anche la gratificazione per i miei genitori che con tanti sacrifici mi hanno fatto studiare», ha affermato con emozione Colitta dal palco della “Notte pizzicaledda”. «Questi ultimi anni sono stati di impegno duro e anche oscuro per certi versi. Il lavoro del giudice – ha poi raccontato il magistrato – è particolare, spesso silenzioso e al di fuori dei riflettori della stampa e delle televisioni; proprio per questo non mi aspettavo di ricevere nè questo premio nè il Livatino-Saetta».

Luca Colitta, dopo aver compiuto gli studi classici a Nardò, si laurea in Giurisprudenza a Bari e a soli 33 anni intraprende la propria attività presso il tribunale di Palmi (Reggio Calabria), sino ad approdare nel tribunale di Castrovillari, nel cosentino, dove presta attualmente servizio. «Questa è un’occasione per affermare i valori di legalità e giustizia: è un impegno che dobbiamo prendere tutti perché un giorno si possa dire che la mafia, e le mafie, sono state sconfitte. Ma perché questo accada occorre una vera e propria rivoluzione culturale che non può non passare dai giovani; per sconfiggere la mafia occorrerebbe un esercito di maestri di scuola elementare così da porre in essere una vera e propria rivoluzione culturale che coinvolga non solo le forze dell’ordine e la magistratura, bensì di tutti i cittadini ed anche degli educatori. Bisogna insieme sconfiggere la mafiosità, prima della mafia, perché devono emergere, una volta e per sempre, i valori di moralità e di giustizia». E per finire, un plauso “all’impegno di tutta la magistratura italiana, soprattutto in occasione nel ventennio della strage di Capaci”.

DC

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