L’Oncologia ora ha due gambe

ospedale nuovo ingresso - casarano  (1)

CASARANO. Un polo ospedaliero unico tra Casarano e Gallipoli. Il direttore generale della Asl, Valdo Mellone, rilancia sull’ipotesi degli ospedali riuniti e lo fa nel corso della presentazione del nuovo reparto di Oncologia del “Ferrari”. Il direttore prende spunto da quanto realizzato dal primario di Oncologia Giuseppe Serravezza, che già opera nei reparti oncologici di Casarano e Gallipoli come se fossero un corpo unico.

«Serravezza – ha spiegato Mellone – ha confermato un’intuizione lungimirante: quella del destino comune dei due ospedali. È necessario che questi due presìdi mettano a fattore comune, creando massa critica, tutte le risorse di cui dispongono per porsi al servizio dei cittadini. Cercheremo di adottare questo modello organizzativo anche per gli ospedali di Galatina e Copertino e per l’area di Scorrano. È questa, a mio avviso, la prospettiva che può consentire di traghettare verso un futuro unitario».

Intanto, il sindaco di Casarano Gianni Stefàno e il presidente del comitato civico “Pro Ferrari” Emanuele Legittimo hanno ufficialmente richiesto un incontro al presidente della Regione Nichi Vendola e all’assessore regionale al Welfare Elena Gentile per avere lumi sul futuro del presidio casaranese. Un futuro, che stando alle parole di Mellone, sembra legato alla capacità di integrazione dei due nosocomi. Ognuno di essi potrebbe in tal modo specializzarsi sulle diverse branche, consentendo alla popolazione dell’arco jonico-salentino di godere di una rete di servizi sanitari efficace ed efficiente.

Tornando all’ultimo nato, il nuovo reparto di Oncologia del “Ferrari”, per il quale la Asl ha speso 220mila euro più iva, è un vero fiore all’occhiello della sanità salentina. Tutto il reparto è stato ambientalizzato, tramite un costante ricircolo d’aria, in ottemperanza alle più recenti normative europee. Si tratta di un unicum nel Centro-Sud Italia che fa del reparto del “Ferrari”, uno dei Day-hospital più tecnologicamente avanzati, in grado di garantire la massima sicurezza di pazienti e operatori.

La nuova struttura è stata intitolata a Paola Valentini. Laureata in Scienze della formazione nel 2006, nel pieno della sua lotta contro la malattia che da lì a poco l’avrebbe strappata all’affetto dei suoi cari, Paola lottò sino alla fine covando tenacemente il sogno di una rete oncologica che oggi è diventato una realtà. Giusto ricordarla così, altruista fino alla fine.

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