Lo stato di salute delle aziende nella relazione della Camera di Commercio di Lecce, il Salento “tiene”

PzzSlnt_32_01.inddReso noto qualche giorno fa lo stato di salute delle aziende salentine nell’annuale relazione della Camera di Commercio di Lecce. Nonostante le difficoltà e la crisi che ormai va avanti da un po’ di anni, il risultato complessivo è incoraggiante. Il saldo finale dello scorso anno è in positivo: + 103 aziende con un tasso di crescita dello 0,14%. Le nuove iscrizioni del 2014 sono state state 5.444, 14 in più dell’anno precedente, poca cosa, ma il dato più interessante è che le cancellazioni sono diminuite di più di 200 unità. E questo fa ben sperare in una ripresa non troppo lontana. Maglia nera per Taurisano che presenta il seguente quadro: sono 870 le imprese registrate, attive 791, le nuove iscrizioni 50, numero che è superato dalle cessazioni (84), sicché il saldo finale risulta di meno 33 imprese e quello di crescita di meno 3,65. Certamente Taurisano non è il solo Comune a presentare un quadro problematico. Entrando nel dettaglio nella geografia dei comuni della provincia, su 97, in 39 hanno chiuso l’anno in saldo positivo; in 43 hanno registrato un saldo in rosso e 4 uno pari a zero. Nella graduatoria virtuosa in cima troviamo Novoli che registra un bel 3,9% il capoluogo che si ferma al 3% e poi Maglie e Ortelle.

Nei paesi dell’arco ionico in cui viene diffuso “Piazzasalento”, il tasso di crescita più alto appartiene ad Alezio (1,63), seguono Melissano (1,57%), Gallipoli (1,29%), Matino (0,84%), Casarano (0,69%), Seclì (0,58%), Racale (0,56%). Il primo posto con segno meno tocca a Neviano (3,80%), seguito da Taurisano (3,65%), Taviano (3,17%), Aradeo (1,95%), Ugento (1,55%), Presicce (0,56%), Nardò (-0,50), Parabita (0,27), Acquarica (0,23%), Galatone (-0,22), Sannicola (-0,20).

Un altro dato interessante ma negativo viene fuori dalla relazione e riguarda il settore artigianato che un tempo era quello portante. Per il terzo anno consecutivo chiude in rosso: 18.492 imprese, -490 al 31 dicembre 2014. Negli ultimi anni sempre meno iscrizioni. I settori che hanno registrato le perdite più consistenti sono quelli delle costruzioni con un saldo di -227 imprese e un tasso di crescita pari a -3,07%; segue il settore manifatturiero che chiude l’anno con 154 aziende in meno (-3,47%). Saldo positivo per i servizi alle imprese (+10) e le attività legate alla ristorazione e ai servizi di alloggio (+2).

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