Licenziati del call center a Gallipoli e Maglie: oggi l’ultima protesta. Il 20 a Bari incontro con un’altra società

Maglie – Un altro – l’ennesino – gesto di protesta dei dipendenti del call center Progetto Vendita con base a Gallipoli e Maglie si è consumato questa mattina in via Sabino D’Oria. Nel mirino l’azienda che li ha licenziati in massa. ben 113 contratti a tempo indeterminato svaniti in un contesto contrassegnato da una grave penuria di lavoro. La sede di Gallipoli è stata smantellata con 88 addetti messi alla porta, mentre 25 sono quelli che sono rimasti a casa a Maglie, dove resta ancora al lavoro un altro nucleo di lavoratori – quaranta – per concludere alcuni passaggi burocratici per poi raggiungere il gruppone degli altri licenziati.

Stipendi arretrati, tfr, ferie non godute i conti in sospeso Lavoratori e sindacalisti di Cgil Cisl Uil hanno messo in risalto non solo la rabbia per il lavoro perduto dopo anni e anni di esperienza che aveva fatto della sede di Gallipoli e Maglie la principale strutture a cui andavano rivolte dal 2009 tutte le chiamate degli utenti della principale commessa, quella di Mediaset Premium. A reclamare dall’azienda facente parte del Planet Group ci sono ancora gli stipendi di luglio e agosto, il trattamento di fine rapporto, il pagamento delle ferie non godute. “Non sappiamo come fare per sapere quando ci verrà corrisposto quello che ci tocca”, dice un ex impiegato. L’azienda si era impegnata a pagare il salario di luglio il 7 settembre scorso, poi alla fine l’ha pagato solo a coloro che stanno chiudendo le ultime pratiche.

Non va meglio per i lavoratori a progetto, in arretrato che ancora aspettano le buste paga di maggio; non risulterebbero versati neanche i contributi per la disoccupazione. “Una azienda che meno di un anno fa ha fatto il suo ingresso trionfante, che spesso si è negata agli incontri e che adesso pensa addirittura di pagare gli arretrati a rate…”  annota Tommaso Moscara della Slc Cgil, che con i rappresentanti di Fistel Cisl e Uil Com ha seguito l’evolversi della vertenza. Venerdì hanno scritto nuovamente al prefetto di Lecce per chiedere un intervento e per segnalare un disagio sociale che rischia di esplodere. “Intere famiglie lavoravano lì a Gallipoli, marito e moglie, ed improvvisamente si trovano per strada. C’è chi aveva messo su famiglia ed ora attende un figlio”, raccontano i sindacalisti.

Le accuse ai politici non sono da meno. “Sono venuti tutti, proprio tutti, ai nostri incontri, di tutti i partiti; quelli di governo hanno detto che si sarebbero impegnati ed invece sono spariti pure loro”, sottolineano sfiduciati in tanti. “Come se 113 posti di lavoro a tempo indeterminato per questa provincia non significassero niente – afferma Moscara – noi chiedevano a loro di fare politica, quella politica che capisce i problemi e, con i diretti interessati, cerca di trovare delle soluzioni, sviluppare sinergie. Invece abbiamo avuto solo passerelle. Il 20 prossimo siamo in Regione dove incontreremo un’azienda pugliese del ramo che offre qualche possibilità. ma siamo andati noi a bussare alla loro porta, non i politici. Come a Roma per Mediaset. Noi, da soli”.

Un’altra possibilità Il 20 settembre riunione a Bari quindi, con la presidenza del Comitato regionale monitoraggio sistema economico oroduttivo e aree di crisi (Sipac), i sindacalisti provinciali e regionali, i rappresentanti della Network Contacts di Molfetta. Questa società, nata nel 2001, ha un programma di espansione che potrebbe portare all’assunzione di una trentina di addetti, Quelli di Progetto Vendita sono tra i più apprezzati sul mercato, per l’esperienza accumulata. E la Network Contacts – che pare avesse già espresso un certo interessamento poche settimane fa per queste maestranze già ben formate e preparate – questo lo sa.

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