“Non c’è motivo” e le 13 licenziate tornano in fabbrica

La sede del Tribunale a Lecce

Matino. La ditta le ha licenziate ma per il Tribunale del lavoro di Lecce devono ritornare ai loro posti. Sono le 13 operaie dell’azienda cooperativa d’abbigliamento e confezioni “L&S” di Matino. Per undici di loro il sindacato di categoria Uilta ha chiesto, ed ottenuto, dal giudice la procedura d’urgenza, perché licenziate senza giusto motivo, mentre per le altre due, ufficialmente licenziate per riduzione di personale, la causa è ancora in corso.

L’intera vicenda, comunque, è tutta’altro che chiusa perché le operaie, seppur reintegrate nel posto di lavoro, continuano a segnalare episodi di discriminazione. «Sono state isolate, è stato cambiato loro l’orario di lavoro e le condizioni non sono di certo le migliori», afferma Franco Nastrini, segretario provinciale della Uilta. Secondo il sindacalista, che ha seguito la vicenda sin dal principio, obiettivo della ditta sarebbe “quello di evitare ogni forma di contatto con le altre lavoratrici, in una azienda che conta circa 70 dipendenti”.

La “L&S” rappresenta una delle maggiori realtà tessili del Salento ed opera nella zona industriale di Matino. Il tribunale ha riconosciuto le lavoratrici “vittime lo scorso agosto di un licenziamento discriminatorio”. Riconosciuta la fondatezza del ricorso presentato, lo stesso tribunale aveva disposto il reintegro, in via cautelare, delle lavoratrici alle quali l’azienda dovrebbe versare le retribuzioni dal mese di dicembre del 2011.

Nella motivazione del provvedimento adottato vengono espressamente richiamati i principi “di tutela della dignità personale e morale delle lavoratrici e la contrarietà dell’azienda ai principi di correttezza, buona fede e trasparenza”.

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