Lettere e bollette che arrivano tardi o non arrivano: scontro tra Poste e Agcom. Montano le proteste degli utenti

Gallipoli – Si è diffuso a macchia d’olio ed è andato in crescendo: sono ormai tantissime le segnalazioni pervenute anche a piazzasalento.it da lettori infuriati a causa di bollette di fornitura elettrica, gas, telefono e Aqp arrivate sistematicamente in ritardo, spesse volte addirittura dopo la data di scadenza, provocando anche il pagamento di interessi di mora a persone che non hanno alcuna colpa. In più, altra doglianza, spesso sulle buste non viene indicata la data del timbro postale, di arrivo e di consegna, vanificando così ogni possibile difesa da parte degli interessati. In un quadro un cui persistono disservizi causati da corrispondenza imbucata nella cassetta sbagliata. Emblematico è quanto accaduto di recente a Giovanni (nome di fantasia), che una di queste domeniche si è visto chiamare dal proprio parroco, don Salvatore Leopizzi, mentre stava raggiungendo la chiesa per la Messa: “Mi ha consegnato una lettera a me indirizzata che aspettavo da tempo –racconta Giovanni – consegnatagli da un giovane, che l’aveva raccolta giorni prima per strada”.

La proposta di Poste italiane Che il fenomeno dei disservizi postali esista, è un fatto incontestabile ormai. Proprio per cercare di evitare i contrattempi lamentati ed anche denunciati, Poste Italiane sta spingendo per l’eliminazione del cartaceo, proponendo invece che l’invio delle fatture agli utenti avvenga in formato elettronico nella forma dell’interscambio, sulla falsariga di quanto avviene con altre Agenzie statali o tra imprese ed Enti pubblici.

Il parere contrario dell’Agcom E’ di questi giorni l’autorevole parere dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), a difesa del cittadino-utente. L’Agcom  giudica la richiesta di Poste italiane inaccoglibile, intanto perché verrebbe meno “un preciso diritto degli utenti ad avere una fattura  cartacea”, poi anche perché il Sistema di interscambio delle fatture proposto, gestito dall’Agenzia delle Entrate, è stato concepito per i soli titolari di partita Iva o per le imprese nei rapporti con gli Enti pubblici e non anche per le famiglie o i privati cittadini, che non possono essere colpiti da ulteriori oneri e balzelli. Secondo il Garante delle comunicazioni, devono essere infatti le Poste italiane e le altre società di consegna che si debbono far carico dei costi operativi, tra l’altro corrisposti in larga parte dall’utenza con l’affrancatura.

Le nuove regole per evitare ritardi Per evitare il ripetersi di ritardi nella consegna della posta, l’Agcom ha stabilito proprio in questi giorni “l’obbligo” da parte degli operatori postali di indicare sulla busta sia la data di spedizione che quella di arrivo a destinazione. In questo modo sarà chiaramente identificabile qualunque eventuale responsabilità per i ritardi di consegna e pagamento.

La proposta della Federconsumatori Anche la Federconsumatori è scesa in campo a difesa degli utenti, invocando più precise disposizioni normative in favore dell’utenza, specie nel caso di distacco della fornitura “per morosità”: il distacco potrebbe avvenire –secondo Federconsumatori- solo dopo che sia stata verificata la regolare consegna della fattura “incriminata”. Ora i cittadini, utenti o  gestori che siano, sono informati, ma la querelle è tutt’altro che risolta.

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