L’Aqp “taglia” l’acqua a imprese e 20 famiglie

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Melissano. Zona industriale di Melissano ancora a secco. Da martedì 7 giugno, infatti, l’Aqp ha interrotto l’erogazione idrica davanti alla morosità dell’ente comunale, in una delle aree per imprese tra le più dinamiche ed affollate del Salento.

Il Comune è rimasto arretrato negli ultimissimi mesi di circa 60mila euro rispetto alla tempistica delle scadenze previste dai due piani di rientro del debito accumulato in passato e concordati con l’Acquedotto pugliese ed attualmente in corso di smaltimento.
Non che il Comune di Melissano, come altri vicini e lontani del resto, navighi in acque tranquille in fatto di conti e cassa pubblici, ma in questo caso specifico il ritardo sarebbe dovuto, come ha spiegato il sindaco Roberto Falconieri, al mancato incasso del saldo della prima rata e della seconda rata dei trasferimenti statali oltre alla compartecipazione Irpef. Casse vuote e versamenti, di conseguenza, non effettuati o effettuati solo in parte, per colpa dei ritardi di Roma.

L’Aqp non ha inteso ragioni ed ha preso la decisione di lasciare senza acqua gli opifici della zona Pip e, soprattutto, le circa venti famiglie che ci vivono.

L’amministrazione comunale ha attivato, nel frattempo, un servizio di autobotte per venire incontro all’emergenza, ai disagi e alle lamentele che cominciano a farsi comprensibilmente insistenti. Solo in questi giorni si potrà capirne di più. «Non comprendo – commenta ancora il sindaco Falconieri, che si è sentito telefonicamente con la Prefettura e già aveva inviato una lettera aperta al presidente della Regione, Nichi Vendola e al prefetto, Mario Tafaro – le ragioni di questo braccio di ferro con persone irresponsabili che non vogliono capire che non si tratta di cattiva volontà o di capricci. Se ancora non è arrivata la rata dei trasferimenti statali come facciamo?
Hanno mille strumenti (i dirigenti dell’Aqp, ndr) per esigere il loro debito ma non si possono lasciare senza un bene primario come l’acqua le famiglie che vivono nella zona industriale e gli opifici che vi operano. Valuteremo tutte le azioni legali e penali opportune».

Nella citata lettera il primo cittadino ha scritto che il debito risale ad alcuni anni fa e che, fino al blocco attuale dei trasferimenti statali, il Comune ha versato 486.514 euro da novembre 2008 al 31 dicembre 2010.
I consiglieri comunali di “Progetto Melissano”, Ferruccio Caputo, Michele Parata, Matilde Surano e Luca Cortese hanno richiesto all’Ufficio Tecnico Comunale copia della documentazione relativa alla situazione debitoria con l’Acquedotto Pugliese “per poter conoscere con esattezza le problematiche e le misure collegate alla sospensione del servizio di fornitura nella Zona Industriale di Melissano”.

L’associazione “Melissano in Movimento” ha inviato una comunicazione in Prefettura chiedendo “il ripristino immediato del servizio idrico. Poco importa, in questo momento, a chi appartengano le responsabilità dell’accaduto. Non riteniamo, però, giusto che l’Aqp abbia, in linea generale, il diritto di privare i cittadini di un bene primario e imprenscindibile come l’acqua”. Fino ad oggi nessuna risposta. ma tutti restano in attesa di buone notizie.

Attilio Palma

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