L’affare dei lidi attrae, il “Makò” è milanese

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Lido piccolo Gallipoli

GALLIPOLI. C’è un crescente interesse verso le bellezze naturali di Gallipoli e non solo da parte di turisti, villeggianti, riviste e giornali internazionali. Attraggono assai anche quei luoghi che possono essere oggetto di impresa economica: è il caso della costa a nord e a sud della città, ad oggi già abbastanza popolata di stabilimenti balneari, lidi e locali di intrattenimento. In Comune sono state protocollate altre cinque richieste di nuove autorizzazioni per avviare strutture stagionali (di una stagione che, per fortuna, in tanti stanno contribuendo ad allungare).

Però queste ultime domande devono fare i conti con il piano delle coste che i Comuni rivieraschi sono tenuti ad adottare e che anzi li vede in forte ritardo rispetto ai tempi indicati dalla Regione Puglia. Gallipoli rientra tra questi, anche se in questi giorni – una volta portato in porto il piano del Parco naturale Isola di Sant’Andrea-Litorale di punta Pizzo – sembra essere partito un nuovo impulso da parte del consigliere delegato alle questioni urbanistiche Vincenzo Mariello (foto qui sopra), intenzionato a concludere un passaggio molto delicato per gli aspetti di natura ambientale e di tutela dell’ecosistema.

Da questo piano dipendono le sorti degli eventuali futuri stabilimenti balneari ed anche (nel caso in cui l’arenile sia profondo meno di 15 metri) di qualche lido già in funzione. Intanto, mentre si attendono queste importanti decisioni da parte dell’Ente locale, si registrano alcuni movimenti sempre intorno alle piuttosto redditizie strutture balneari. Il “Makò”, un lido di recente realizzazione a sud della zona dei grandi alberghi, è passato da alcuni imprenditori gallipolini nelle mani di una società milanese (l’insediamento fu vittima di un incendio nell’ottobre 2012). Un altro lido potrebbe invece nascere in località “Pentite” sul lungomarte Galilei.

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