La Vora? Un bacino anche contro i fuochi

Il depuratore in zona Vora

Casarano. Si avvicina Ferragosto ed insieme alla festa centrale dell’estate anche la paura che la Vora ritorni a bruciare. Negli ultimi due anni (con curiosa puntualità) la vegetazione che sorge nei  bacini di lagunaggio del depuratore comunale è stata presa di mira da ignari piromani con danni enormi dal punto di vista ambientale. Gli alberi d’alto fusto che delimitavano il perimetro della zona ed il terreno-torbiera ormai essiccato dopo la bonifica dei bacini hanno “fumato” per settimane  ammorbando l’area sino ai vicini Comuni di Matino, Taviano, Melissano e persino Ugento.

Querst’anno l’Amministrazione comunale, l’ente proprietario del depuratore (gestito, però, dall’Acquedotto pugliese)  si è attivato cercando di evitare il ripetersi di quanto accaduto.

«Intendiamo recuperare e rendere fruibile una zona oggi malsana. La delibera regionale detta già la destinazione dell’area ed attendiamo che la Regione autorizzi l’Aqp ad intervenire per fare la manutenzione rendendo umida l’area», afferma il sindaco Gianni Stefàno.

L’obiettivo è quello di ricolmare i bacini con l’utilizzo delle acque reflue, oggi depurate dal nuovo impianto, quale argine naturale all’eventuale propagarsi di altri incendi. La possibilità di ricolmare i bacini, d’estate ma non solo, è già prevista dalla stessa autorizzazione per l’uso dell’impianto ma Palazzo dei Domenicani vuole andarci cauto.

Attualmente le acque vanno a “disperdersi” nel canale del Raho, un “affluente” del canale dei Samari. Quest’ultimo sfocia direttamente nel mare di Gallipoli e la preoccupazione di tutti (con Legambiente più volte intervenuta sull’argomento)  è quella di evitare che li reflui (seppur sepurati) possano arrivare a mare: «Ciò non accade neppure d’inverno», assicura, comunque, il Sindaco. Dello stesso tenore anche alcuni recenti rapporti della Polizia provinciale.

Intanto il Comune è alle prese anche con “l’ammonimento” ricevuto (insieme ad altre 100 città italiane) dalla Corte di giustizia europea per il cronico problema delle acque pluviali che vanno ad ingrossare le condotte della fogna nera alterando il sistema di convogliamento e di trattamento. Il problema (anche Taviano è stata ammonita) non è nuovo e per provare a risolverlo il Comune inviterà, a breve, i cittadini ad eliminare gli allacci “abusivi” alla condotta prima di partire con le verifiche a  campione e l’applicazione delle previste sanzioni.

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