La varietà Favolosa che non teme la Xylella: primo corso pratico a Ugento

Ugento – Parte domani pomeriggio a Ugento, frantoio Congedi alle 16, la serie di incontri tecnici per gli olivicoltori alle prese con l’infezione della Xylella fastidiosa. La promuove la Coldiretti Lecce, insieme all’associazione Olivicoltori di Puglia, in vista di un piano articolato di “assistenza alla rigenerazione agricola del Salento dopo il terremoto causato dal batterio da quarantena”. Nell’opificio di via Marina si svolgerà il workshop dal titolo “Cultivar Fs17 – Favolosa: questa sconosciuta”, tenuto da Angela Canale, agronomo ed esperto del settore olivicolo-oleari. Sotto i riflettori la Favolosa, varietà di olivo risultata ancora più resistente del Leccino al batterio patogeno che ha distrutto il bosco del Salento e che potrà a brevissimo essere piantata nell’area infetta della provincia di Lecce. Canale spiegherà le caratteristiche di questa cultivar e darà consigli sul tipo di impianti da effettuare e una serie di informazioni tecniche agli olivicoltori.

“Siamo entrati in una nuova importante fase dell’emergenza Xylella – dicono il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno (originario di Alezio) e il direttore Giuseppe Brillante – che è quello della ricostruzione del territorio salentino che ha subito un vero e proprio terremoto a causa dei danni causati dal batterio con migliaia di ettari di uliveto ormai distrutti. Per questo Coldiretti metterà a disposizione dei soci e degli operatori agricoli le informazioni e le conoscenze più all’avanguardia nel settore olivicolo che potranno diventare la base da cui ripartire per ridisegnare l’agricoltura e il paesaggio del Salento”.

Procede intanto l’operazione dell’associazione autonoma “La voce dell’ulivo” per fornire agli agricoltori interessati le piante di Favolosa disponibili e da mettere a dimora dal prossimo ottobre. L’associazione parla di uno stock da centomila ulivi che saranno prenotati su 12 piattaforme diverse a prezzi contenuti. Si stima, in base alle prenotazioni già arrivate, che molto probabilmente si arriverà a quota 200mila piante, comprese quelle di Leccino, per le quali vi è una consistente richieste.

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