La storia fatta dai notai

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La storia come ricerca, anzi è ricerca come suggerisce il termine greco da cui la parola deriva. La differenza la fanno i tipi dei documenti su cui si lavora e i generi storiografici a cui si aderisce. C’è un tipo di ricerca particolare, minuziosa e attenta che, applicata alla storia locale, fa luce  su avvenimenti e personaggi su cui o si sapeva troppo poco o in maniera imprecisa. Così frammenti del passato, come pezzi di un puzzle,  si intersecano per far tornare alla luce vicende, personaggi, percorsi di vita a volte inediti.

Succede così per l’interessante pubblicazione di Giovanni Cosi “Dagli archivi la storia, il Salento tra ‘500 e ‘700″, una raccolta di articoli apparsi negli anni Ottanta prevalentemente su “La voce del Sud”, frutto di ricerche condotte su documenti notarili  nell’ Archivio di Stato di Lecce. Dopo una dotta introduzione sulla figura e sul ruolo del notaio in terra d’Otranto nei secoli XVI e XVII segue una serie di pezzi che illuminano la storia locale, quella piccola storia che è poi la sostanza della grande storia.

Puntando l’attenzione sui paesi in cui viene diffuso “Piazzasalento”,  meritano un’attenta lettura  gli articoli che riguardano la chiesa del Crocifisso, i maestri lapidari Pugliese, il miracolo fatto da due diavoli nella sezione dedicata a Galatone. Per Gallipoli notizie inedite si apprendono intorno ai pittori Catalano,  Domenico e Giovan Pietro, sulla chiesa di S. Francesco, sul convento dei Cappuccini, la ricostruzione del torrione dell’Annunziata, sull’ingrandimento della piazza  della Repubblica, sulla storia delle tre reliquie: il piede di S. Vincenzo, le ossa dei martiri Claro, Giocondo, Teodoro e Reparato e il corpo di S. Fausto.  Per Ugento un articolo del 1978 riporta le vicende del clero “irrequieto” che mal si adattava alla disciplina imposta dal Concilio di Trento e le decisioni prese dal vescovo.Interessanti anche le appendici del libro. In una troviamo l’elenco dei notai del ‘500 nell’attuale provincia di Lecce divisi per località, e questo permette di capire la vivacità dei nostri paesi in quel periodo. Veniamo a conoscenza che a Gallipoli in quegli anni operavano 25 notai, a Casarano 4, a Ugento 4, a Taviano 2, a Racale 8, a Parabita 4, a Matino 2, a Galatone 10, a Felline 4, ad Alliste 2. Una seconda appendice riguarda il questionario del 1695 per sostenere l’esame di notaio. Scritto, come è logico, in latino, delinea la figura del notaio con le doti  e le competenze che deve avere.

Dalle pagine del testo, oltre a nuove notizie e approfondimenti circa luoghi, persone  e tradizioni di quei secoli, balza fuori prepotentemente la cura e la passione di Giovanni Cosi che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca della storia locale del Salento. Le sue numerose pubblicazioni costituiscono un punto di riferimento per chi vuole conoscere meglio la cultura salentina. 


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