La sorte degli ulivi fa trattenere il fiato

ulivi malati strada alezio-taviano (2)

Il Salento jonico ma non solo trattiene il fiato. Gli ulivi monumentali della dorsale che va da Galatone-Sannicola fino a Melissano-Casarano sparsi in ottomila ettari sono sotto scacco dell’oscuro male, ancora senza nome e quindi senza rimedio. Gli esperti del tavolo tecnico, riunitosi in data 3 ottobre a Lecce presso il palazzo della Regione, non sono ancora pronti ad emettere il verdetto e indicare il sicuro colpevole. «Se oggi sapessimo di che cosa si tratta – ha ammesso uno dei ricercatori coinvolti – dovremmo poi verificare in concreto gli effetti su altre piante e poi testare i rimedi più idonei».

Si va intanto per esclusione. Stabilito che non sia il fungo della “lebbra”, né il rodilegno giallo (zeuzera pyrina) a provocare il seccume delle chiome degli ulivi e neppure un ipotetico inquinamento delle falde acquifere per eccessivo uso di diserbanti,  si stanno ora seguendo altre piste, ma i tecnici dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, del Dipartimento di scienze del suolo della pianta e dell’ambiente dell’Università di Bari, del Cnr, del Consorzio di difesa e dell’Ufficio provinciale agricoltura di Lecce, invitano ad aspettare gli esiti finali e certificati che, promettono, dovrebbero arrivare a breve. Bocche cucite dunque, anche per evitare manovre speculative.

Solo una raccomandazione trapela: «Ciò che possiamo consigliare – fanno sapere tramite Federico Manni, della cooperativa agricola  Aclì di Racale, in costante contatto con il tavolo tecnico essendo stata tra i primi a lanciare l’allarme – è di non trattare e non tagliare le cime secche; per ora è preferibile  lasciarle sugli alberi. Escludiamo cause legate a inquinamenti delle falde, perché in quel caso le radici sarebbero le prime a presentare dei sintomi. Nei prossimi giorni continueremo il monitoraggio e il prelevamento dei campioni nelle zone maggiormente colpite».

I più ottimisti sperano in una buona notizia già nella prossima settimana, in modo da passare a contrastare l’agente senza nome che si è rivelato però molto aggressivo e determinato.

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