La scuola ricomincia tra affanni e costi

istituto magistrale casarano  (4)

Ci siamo, come ogni anno nelle prime settimane di settembre inizia la liturgia in preparazione del nuovo anno scolastico. Se i dirigenti e i docenti sono alle prese con le prime necessarie formalità (collegi, programmazione, piano dell’offerta formativa,  ecc) le famiglie si affannano, ancora nel sole estivo, a preparare tutto il corredo scolastico per i figli, a iniziare dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori.

Lunghe code nelle librerie, mugugni per il costo dei libri,  zaini, astucci, penne colorate per i più piccoli. C’è chi ha nostalgia del tempo in cui la scuola iniziava i primi giorni di ottobre, quando il clima diventa decisamente più fresco e c’è chi al contrario apprezza l’inizio delle lezioni a settembre per godere di qualche giorno in più di vacanza a Carnevale e a Pasqua. La popolazione scolastica aumenta nei licei linguistici e nei professionali nell’illusione di un approccio più facile al mondo del lavoro; apparentemente stazionaria la situazione del liceo classico (il suo lento declino è iniziato da un po’ di anni) perché i ragazzi pensano (né ci si dà da fare per far cambiare loro idea) che latino e greco, la cultura classica siano fuori luogo in un mondo 3.0. E allora le classi di ingresso al ginnasio si contano in tutta la provincia sulle dita delle mani: 1 a Gallipoli, 2 a Maglie, 2 a Galatina, 2 a Casarano, 1 al Virgilio di Lecce, 1 a Copertino, 2 a Tricase, 2 a Nardò, nessuna a Martano. Liceo classico in caduta libera, quindi, tranne che nel Palmieri a Lecce.

Il carrozzone, comunque inzia ad andare, tra la gioia dei ragazzi che si ritrovano dopo la pausa estiva (nei primi giorni sono davvero felici di tornare a scuola, ma dopo poco tempo questa gioia è destinata a scemare e a scomparire)  e  la preoccupata consapevolezza degli educatori, genitori e docenti, alle prese con il mestiere più difficile. Senza contare, poi, i problemi più generali che riguardano lo stato delle strutture scolastiche che preoccupano giustamente gli amministratori. Sono pochi gli istituti che  possono contare sull’agibilità, molti hanno bisogno di continua manutenzione.

E intanto è aumentata la spesa per i libri di testo: da una indagine effettuata dall’Ossevatorio nazionale della Federconsumatori la spesa per il corredo di ogni studente aumenterà del 2,4% rispetto a quella dello scorso anno, da 488 euro a 499,50. Anche gli abbonamenti dei mezzi pubblici sono aumentati in Puglia del 6%. Costi in più per un sistema di istruzione che secondo un’indagine Ipsos, commissionata da “Save the children” il 90% dei genitori italiani considera in decadenza (il 33% in Puglia per il depauperamento di strutture e dei servizi).

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