La satira in dialetto acquaricese conquista Jesi: premio a Giancarlo Colella

Giancarlo Colella

Acquarica del Capo – Il “Premio speciale per la poesia satirica”  nel contesto della VII edizione del Premio Nazionale di poesia “L’arte in versi” è stato assegnato a Giancarlo Colella per l’opera “Sunetti senza frenu” edita da Kurumuny lo scorso anno. La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà il prossimo 10 novembre  a Jesi presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni. Le motivazioni saranno rese note nel corso della cerimonia.

Il premio “L’arte in versi”, ideato e presieduto dallo scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio, è organizzato dall’associazione culturale Euterpe di Jesi. Istituito nel 2011, ha il patrocinio morale della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Jesi e  gode della collaborazione esterna delle associazioni “Le Ragunanze” di Roma, “Verbumlandi-art” di Galatone , “Centro Insieme Onlus” di Napoli, “Il cigno bianco” di Bitetto (Ba), Associazione Siciliana Arte e Scienza (Asas) di Messina e “Arte per amore” di Seravezza (Lu). Si compone di numerose sezioni;  a Colella è stato assegnato quello speciale per la poesia satirica perché proprio la satira, pungente e dissacrante, attraversa la maggior parte dei 58 sonetti che compongono il testo, curato da Maria Rosaria De Lumè e illustrato dal tratto graffiante di Enzo Ferramosca di Tricase.

Soddisfazione e complimenti alla notizia dell’assegnazione del premio che ha fatto velocemente il giro del Web suscitando una serie di commenti favorevoli che si pongono sulla scia del successo delle presentazioni del libro fatte finora. La partecipazione emotiva del pubblico dei lettori, infatti, sottolinea la corrispondenza tra la vena poetica di Colella e la voglia, a volte soffocata e controllata di chi legge, di dare voce a inconfessabili reazioni. Il poeta, in questo caso, ha pronunciato la “parola” che tutti avrebbero voluto pronunciare, ha condannato vizi comuni con la battuta pungente, ha interpretato desideri e sogni, infine, di un mondo più giusto e pulito.  Il dialetto di Acquarica, se possibile, dà ulteriore calore e colore ai versi;  si può dire, anzi, che aggiunge ritmo agli endecasillabi, quello stesso ritmo che Colella trasmette quando canta con il suo gruppo dei “Coribanti” e che la giuria del premio deve aver colto. Ne avremo la prova quando le motivazioni del riconoscimento saranno rese note.

 

 

 

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