La sagra vietata è andata in onda. Polpette per tutti

La Pro loco di Felline, bloccata la prima volta dai Nas, l’ha spuntata

Felline, Alliste. “Tutto è bene quel che finisce bene”. Audacia e temerarietà dell’agguerrita Pro loco fellinese sono state premiate dal boom di turisti accorsi, lo scorso 17 agosto, alla “sagra della polpetta”. L’evento culinario, giunto alla sua quattordicesima edizione, era in programma per l’8 agosto, ma era stato rinviato, a data da destinarsi, in seguito alla vicenda dell’annullamento di varie sagre della provincia di Lecce per riscontrate carenze igienico-sanitarie da parte dei Nas.

Da allora, l’allarmismo si è diffuso a macchia d’olio e ha indotto tutte le associazioni di Alliste e Felline ad annullare, per una forma di autotutela “preventiva”, tutte le sagre in programma.

Ad eccezione della Pro loco fellinese che si è rimboccata le maniche e, anche con l’aiuto tecnico di un’équipe di esperti messa a disposizione dal sindaco Antonio Ermenegildo Renna e formata proprio dopo il drastico blocco della “sagra della polpetta”, ha fatto in modo di mettere nell’ambito delle regole tutto quanto ruota intorno ad una manifestazione del genere per arrivare ad ottenere, infine, il “nullaosta” dell’Asl.

«Questa è la dimostrazione – spiega soddisfatta Antonia Ferocino, presidente della Pro loco – che noi il nostro lavoro lo abbiamo sempre svolto bene, da 17 anni a questa parte. I turisti scelgono il Salento per le loro vacanze soprattutto perché attirati dalla fama delle nostre sagre».

Si è complimentato con gli organizzatori anche il primo cittadino, presente all’evento, dall’alto di quel palco che, di lì a poco, avrebbe ospitato i ritmi “pizzicati” de “Lu rusciu nosciu”: «La sinergia messa in atto tra amministrazione, Asl e Pro loco ha dato i frutti sperati. Quella delle sagre è una tradizione salentina che da oggi in avanti sussisterà “in piena regola”».

Tali parole correvano per quell’aria intrisa di profumi e odori inebrianti che si sprigionavano dagli affollati stand che offrivano ai turisti i piatti tipici più succulenti: “pittule”, polpette, pasta casereccia.

Una sagra, insomma, con un “sapore” che alla fine ha convinto tutti.

Roberta Rahinò

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