Papaionaca è meglio

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Simu Salentini. C’è chi si vergogna a diffonderla provando disprezzo e rancore; ma c’è, al contrario, chi prova orgoglio perché tratto fondamentale della propria storia e della propria famiglia. Stiamo parlando della “‘ngiuria”, ovvero il soprannome.

Nato per la necessità di una distinzione delle persone nella stessa comunità, si è formato con le stesse modalità del cognome, prendendo origine da una caratteristica fisica, dalla provenienza, dalla professione o semplicemente dal nome di un antenato. Il soprannome, alcune volte non era da ritenersi offensivo, tanto che veniva usato anche ufficialmente nella stesura di atti, documenti, negli scritti comunali, nei registri parrocchiali quando i casi di omonimia erano numerosi.

Tuglie pullula di soprannomi che, paradossalmente, vengono ancora utilizzati e diffusi anche dalle giovani generazioni. Tra le decine e decine di ‘ngiurie, quella che sta destando maggiormente l’attenzione in questi giorni è quella dei “Papaionaca”. Tre fratelli appartenenti alla grande famiglia degli Antonaci, detentrice di questo soprannome da decine e decine di anni, in questi giorni hanno deciso di utilizzarlo per fini commerciali.

È nata, così, “La Puteca te li Papaionaca”, negozio tra gli “storici” di Tuglie per gli alimentari ed i detersivi. Nel corso di questi lunghi anni, i titolari hanno mutato il loro nome secondo le regole del mercato, ma nonostante le mutazioni se chiedevi ad una persona dove stava andando a fare la spesa ti rispondeva “A li Papaionaca”.

Ed ecco l’idea geniale di Tommaso, Gerardina ed Antonio: perché non cambiare l’insegna con il soprannome della propria famiglia? Detto, fatto. «Nel corso di questi anni – racconta Antonio – siamo stati legati con vari gruppi nazionali della grande distribuzione. Ora, liberi da questi vincoli commerciali abbiamo deciso con i miei fratelli Tommaso e Gerardina di rendere particolare e più locale la nostra attività» Da dove deriva il nome “Papaionaca”? «È un particolare tipo di uccello presente nelle nostre zone che fa parte del gruppo dei passeracei. Nostro nonno, per lavoro, catturava e vendeva questo tipo di uccelli. Da quel momento – conclude Antonio  –  è diventato il nostro soprannome, con cui è riconosciuta la nostra grande famiglia».

Da alcuni giorni, quindi, con sorpresa per i passanti ed i clienti, il nome dell’attività della famiglia Antonaci è cambiato catturando l’attenzione anche di molti giovani che, con i nuovi videofonini, immortalano l’insegna pubblicandola sui vari social network. E la gente apprezza la novità anche in virtù di quel soprannome “tranquillo”, a differenza di altri molto coloriti presenti in paese.

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