La “giudice” Carla

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carla longo alezioALEZIO. «Se scavo nella memoria per cercare il momento in cui ho deciso di intraprendere questa strada, mi torna in mente il 23 maggio 1992 quando interruppero le trasmissioni televisive per dare l’annuncio dell’attentato a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e la scorta. In quel momento dissi a mia mamma “voglio fare il Magistrato”… avevo solo 8 anni, non sapevo nulla della vita e di cosa ci fosse dietro a quell’evento che ha segnato la storia d’Italia… ma quello è il momento in cui è iniziato tutto!»: mentre si gode alcuni giorni di riposo dopo i duri impegni ormai alle spalle e coronati da un bel successo, Carla Longo racconta a “Piazzasalento” quando e perchè iniziò un cammino che la porterà a frequentare le aule di Giustizia, nelle vesti di magistrato.

«Tutte le mie scelte sono sempre state orientate a questo:  la scelta al liceo del corso in cui si insegnava diritto, la facoltà di Giurisprudenza, la Scuola di specializzazione per conseguire il titolo per poter accedere al concorso in Magistratura e il sogno che man mano diventava una possibilità»: sorretta da una incrollabile forza di volontà la dottoressa Longo ha dovuto però fare delle rinunce e sottoporsi a ritmi di lavoro assai impegnativi: «Tante levatacce  alle 4 di mattina; tanti sacrifici miei e dei miei cari, materiali e morali; un percorso con tanti ostacoli e la lotta contro chi non capiva il perché di tanto sforzo in un Paese dove spesso il merito non è riconosciuto… Poi, dopo tanta attesa, il 23 maggio 2012, esattamente nel ventesimo anniversario della Strage di Capaci, ero a Roma al quartiere fieristico, penna in mano a sostenere la prima prova degli scritti. Essere lì a fare il minuto di silenzio in memoria di Giovanni Falcone, insieme ad una generazione di aspiranti magistrati cresciuti nel mito di questo Grande Uomo è stata un emozione indescrivibile». Nel frattempo Carla Longo ha completato il percorso per l’abilitazione ad avvocato.

La svolta l’8 marzo scorso, quando sono stati ufficilializzati i risultati degli scritti del concorso: «Con mio marito Daniele, ho aperto la schermata del sito del Ministero della Giustizia: quel clic ha aperto la mia porta per il futuro! Il 18 settembre (San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti e degli esaminandi) ho sostenuto l’orale a Roma e finalmente il sogno è diventato realtà. Non ringrazierò mai abbastanza tutti coloro che mi sono stati vicini in questi anni e che hanno sempre creduto in me: mio marito, i miei genitori, le mie sorelle e un intero paese, che ho scoperto fiero ed orgoglioso di questo traguardo». Appena definite le procedure concorsuali, si aprirà la fase del tirocinio e dei corsi alla Scuola superiore della Magistratura a Firenze. Auguri.

 

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