La festa non delude mai

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Le allieve della Sylphide in "Oceano"

Melissano. Passa agli annali anche la sesta edizione di “Gusti e sapori nel centro antico”, il percorso itinerante organizzato dall’Amministrazione comunale di Melissano, in collaborazione con i rioni “Ora”, “Caulata”, “Stazione” e “Campo di fiori” e le locali associazioni di volontariato, andato in scena lunedì 6 agosto tra gli scorci più intimi e antichi della cittadina.

Gente in piazza Garibaldi per il concerto dei Terricate

L’edizione 2012 è filata via senza intoppi. Tanta la soddisfazione tra gli organizzatori, a  ripagare la fatica accumulata sino all’immediata vigilia per curare ogni minimo dettaglio e far sì che tutto andasse per il verso giusto. “Gusti e sapori” (insieme a “Vinimmagine” che seguirà lunedì 13) diventa, anno dopo anno, l’appuntamento principe dell’estate melissanese. L’evento sembra avere le potenzialità per crescere ancora, esponenzialmente, e attirare nell’entroterra ancora più turisti, ancora più curiosi, ancora più spettatori. Ma c’è da vincere qualche preconcetto, qualche luogo comune, soprattutto da parte dei cittadini contermini. Magari andrebbe creato una sorta di “brand” unitamente ad un progetto stabile e solido che continui per tutto l’anno e non solo in una sera d’agosto. «Questa sagra è più bella rispetto a quelle di Felline», diceva qualcuno tra la folla. In effetti, a livello logistico, l’evento è stato organizzato alla perfezione. L’unica nota negativa della serata è stata l’afa asfissiante che ha spadroneggiato indisturbata, affaticando il passo e il respiro dei visitatori. Musica, arte, cultura, gastronomia. Riscoperta delle tradizioni, della propria storia, della propria identità. Attorno a questi punti fermi si è consumata la serata di festa, animata dai bravissimi allievi (ballerini e ballerine) della scuola danza “Sylphide” e dalle immancabili note pizzicate dei “Terricate”, colonna sonora di una notte di mezza estate dalle tinte ocra come le luci che accarezzavano con discrezione, quasi con soggezione, gli angoli più nascosti e sconosciuti del borgo.

Marco Montagna

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