Quei nodi scorsoiLa festa di S. Cristina e la gestione del Mercato

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Gallipoli. Dopo gli auguri di rito al commissario in arrivo “nella certezza che saprà portare a termine i numerosi progetti pianificati in questi anni dalla mia amministrazione”, Giuseppe Venneri ha concluso tutte le interviste così: «Sono altresì convinto che riuscirà a dare immediata esecuzione al bando per il “mercato coperto” e alla gestione della festa di Santa Cristina ormai prossima, che tanto stanno a cuore ai gallipolini».

Più d’uno si è chiesto come mai l’ex sindaco abbia voluto indicare queste priorità – bando per la gestione del mercato e festa patronale – tra le tante che restano appese ad inizio estate, la stagione in assoluto più problematica della città.

Per la verità, della festa della patrona si sarebbe dovuto parlare nell’ultimo – in tutti i sensi – Consiglio comunale: “riallocazione aree da destinare alla Fiera di S. Cristina” era la questione. Il fatto che la fiera 2010 fosse stata spostata nella zona mercatale di via Alfieri aveva fatto storcere il naso, anche se aveva “liberato” corso Roma dove avevano trovato posto solo bancarelle di dolciumi e poco altro. In testa alla “riallocazione” della fiera – quindi ad un suo trasferimento da via Alferi – pare ci fosse il consigliere targato Udc, Luigi Caiffa che, forte dei numeri, aveva in pratica imposto una retromarcia. La sua assenza dal Consiglio sul bilancio aveva indotto il resto della maggioranza a soprassedere, in attesa di schiarite col consigliere che invece sono diventate burrasche. Il problema – come altri – ovviamente resta sul tappeto e in assenza di decisioni da parte del commissario, la fiera resterà in via Alfieri. La festa di fine luglio nel suo complesso resta invece, oggi più di ieri, nelle mani del parroco don Piero De Santis che deve decidere a chi affidarne la gestione (un comitato cittadino pro festa non c’è).

Più “misteriosa” appare l’altra emergenza, il bando pubblico attraverso cui affidare la gestione del Mercato coperto fresco di radicale ristrutturazione. Se vi era una così forte esigenza, tanto da chiedere ad altri una “immediata esecuzione”, cosa e chi ha bloccato il varo del bando in questi ultimi mesi? Qui gli elementi per una ricostruzione sono più sfumati, ma tutti rinviano ad una situazione precedente i lavori all’antico immobile. Proprio tra i precedenti inquilini vi sarebbe qualcuno che – ancorchè lungamente moroso nei confronti del Comune – accamperebbe oggi presunti diritti di prelazione che la maggioranza del gruppo che sosteneva Venneri non intendeva riconoscere, ritenendoli del tutto infondati e volendo quindi fare una gara aperta a tutti.
Era questo un altro nodo molto delicato (per i protagonisti coinvolti) che prima o poi sarebbe venuto al pettine. Come gli scarichi del depuratore o il porto turistico: dove ubicarlo, senza perdere altre preziose occasioni e senza lasciare la decisione a qualche giudice dei tanti ricorsi? Ora è tutto rinviato. Anzi, fermo.

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