La crisi e le speranze pure la Chiesa coinvolta

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Da sinistra, don Salvatore Leopizzi, Fernando D’Aprile e mons. Giudici

Gallipoli. Dialogare davanti al mare,   sul sagrato della chiesa di sant’Antonio, di una crisi che non risparmia ormai nessuna delle Istituzioni, Chiesa compresa, ma anche dei percorsi attraverso cui alimentare le speranze: è successo in una sera di luglio, col presidente nazionale di Pax Christi, mons. Giovanni Giudici, il parroco don Salvatore Leopizzi e il direttore di “Piazzasalento” Fernando D’Aprile, alcune decine di persone ed un gruppo di giovani seminaristi di Pavia (la diocesi di mons. Guidi).

Si sono intrecciati i fili dei “venti che scuotono la Casa di Dio”, come ha detto il Papa, e dei silenzi che cittadini e fedeli non comprendono molto: «Cosa dice la Conferenza episcopale italiana della crisi economica che sta pagando solo una parte del popolo, niente ha da dire?», ha chiesto Amleto Abate. Tra gli altri interventi quello di Marcello Gallinaccio, riferito ad un altro tipo di crisi: «Abbiamo vissuto questa sera una rara occasione per parlare di queste cose, come non si fa ormai da nessuna parte, mancano i luoghi». Don Salvatore Leopizzi ha chiarito il ruolo del movimento cattolico: «Pax Christi ha la funzione dello scrupolo: siamo come un sassolino nella scarpa, fastidioso ma necessario».

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