La città di Casarano s’allarga: nuovi nomi e numeri civici per le strade

l'assessore Laura Parrotta

l’assessore Laura Parrotta

CASARANO. La città cresce, o meglio si espande, e necessita di una nuova “perimetrazione urbana”. Interi quartieri risultavano, finora, ancora in zona “extra-urbana” in quanto la precedente delimitazione risaliva, addirittura, a vent’anni addietro e necessitava di un aggiornamento che tenesse conto dello sviluppo, anche se in alcuni casi convulso e poco razionale, della città. L’intera operazione, oltre a dare un nome a strade finora prive di denominazione ed un numero civico ad abitazioni che finora non ne avevano, avrà come prime conseguenze anche l’applicazione delle relative norme del Codice della strada e comporterà, inoltre, il necessario adeguamento delle norme per alcuni servizi e tributi comunali.

In vaste zone, non solo nel popoloso quartiere Pietrabianca ma anche nella zona adiacente l’ospedale, in direzione Matino, sulla collina della Campana, nella vasta area tra le strade provinciali per Maglie e per Supersano nonchè oltre la linea ferroviaria in direzione di Melissano e nel nuovo quartiere tra via Salvemini e via Fabrizio De Andrè, può risultare difficile farsi recapitare una lettera o chiedere l’intervento dei mezzi di soccorso.

«Al nostro insediamento abbiamo ricevuto continuamente segnalazioni di cittadini per problemi legati al fatto di abitare in una strada senza nome e senza un numero civico. Molti cittadini – afferma l’assessore ai Serivizi anagrafici Laura Parrotta – hanno difficoltà a ricevere la corrispondenza, e devono per esempio ricorrere ad una casella postale a pagamento ed inoltre potrà sembrare banale ma abitare in una strada non denominata o senza un numero civico a volte può causare problemi rilevanti quali la richiesta di intervento ad un mezzo di soccorso».

Se la precedente delimitazione venne adottata con deliberazione di Giunta del 1995, l’attuale, effettuata dall’ufficio Tecnico comunale, è stata sviluppata con le “aerofotogrammetrie” ed anche con l’ausilio delle “ortofoto” ricavabili dal web per verificare i limiti oltre i quali la città finisce per davvero.
Sulla base delle istruzioni ricevute dall’Istat, tra l’altro, la distanza massima tra due eduifici o gruppi di edifici affinchè possano costituire un unico centro abitato è stata fissata in 75 metri lineari. Lo studio condotto, oltre a modificare i “capisaldi” di inzio e fine del centro abitato sulle strade provinciali di accesso, permette di apprezzare, con la sovrapposizione delle due planimetrie, quanto e come la città si è sviluppata nel corso dell’ultimo ventennio.

Malgrado l’adozione del Piano regolatore generale, permane la frammentarietà delle nuove zone urbane venute a sorgere dov’era impensabile solo fino a poco tempo fa. Tante, più che altrove, restano le cosiddette “case sparse” realizzate in periferia o addirittura in piena campagna. Ciò comporta la necessità di prevedere nuove opere di “urbanizzazione primaria” con i servizi pubblici essenziali. Spetterà ora alla commissione comunale per la Toponomastica intervenire per dare i nomi alle strade. «Come abbiamo fatto già per la denominazione delle strade della zona industriale, anche per quelle del centro abitato ricorreremo alla consultazione dei cittadini», conclude l’assessore Parrotta.

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