L’Umberto felice: i sogni si realizzano

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L’azione di Umberto Solidoro nella foto di Marcello Sansò

Gallipoli. Ci sono storie belle, dense di emozioni, di quelle che solo lo sport sa regalare. In un Gallipoli che continua a riscuotere consensi nel massimo campionato regionale, l’Eccellenza, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio Umberto Solidoro, mediano classe 1995 tutto corsa e generosità, potendo realizzare la soddisfazione personale forse più grande, quella del gol con la maglia della sua città. Uno stop all’altezza dei 25 metri, la gamba destra che si lascia andare, qualche istante per trattenere il fiato, il pallone che gonfia la rete e poi via, la gioia per l’esultanza, travolto da tutti i suoi compagni che per lui stravedono. «È  stata una sensazione incredibile – ammette il giovane centrocampista giallorosso – ho sentito quasi le lacrime agli occhi. Lavoro e mi impegno ogni giorno per cercare di dare la mia piccola mano alla squadra, essere riuscito a segnare un gol è un sogno che si realizza».

Un sogno che inizia dalla Seconda Categoria, dove Solidoro giocava nella passata stagione, fino ad arrivare al debutto da titolare alla prima giornata, in una partita difficile come quella di Cerignola. «Quando ho saputo di scendere in campo dal primo minuto – racconta Solidoro – ho provato una grande tensione, poi man mano che la partita andava avanti ho visto che potevo giocare bene, mi sono divertito e mi è piaciuto. Ma all’inizio è stata dura, sentivo le partite e non riuscivo a dare quello che volevo; poi grazie ai consigli dei miei compagni più grandi e al mister, che mi ha dato tanta fiducia, le cose sono cambiate. Tutti mi danno una mano e mi dicono cose importanti, devo essere bravo io a farne tesoro per la mia crescita umana e di calciatore».  Un idolo assoluto come Steven Gerrard, capitano e leggenda del Liverpool, e un obiettivo da realizzare, quasi sottovoce, ma non per questo senza determinazione:  «Quest’anno il presidente ci ha chiesto un campionato tranquillo, spero che potremo raggiungere la salvezza quanto prima, per puntare poi a qualcosa in più. Dal punto di vista personale il mio sogno resta sempre uno, sin da quando ero bambino: arrivare a giocare un giorno nei professionisti».

Luigi Alemanno

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