L'atteso patrono

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La chiesa di San Quintino

Alliste. «Ottobre = San Quintino. Sì, sono di Alliste». Lo ha postato su Facebook un giovane del paese, raccogliendo tantissimi “mi piace” di altri suoi concittadini che, già dall’1 del mese in corso, cominciano a fare il conto alla rovescia e a respirare aria di festa patronale.

Già, perché i festeggiamenti ufficiali s’aprono giorno 30 per terminare l’1 novembre, ma da molto prima le vie del borgo fanno la prova abito per il gran giorno: gli operai sistemano le luminarie (quest’anno a cura della ditta Parisi di Taurisano) sotto lo sguardo curioso dei passanti che, così facendo, pregustano lo spettacolo che li attende, e da questo pensiero ricevono stimolo per avvicinarsi al banchetto allestito dal Comitato festa, felici di toccare con mano, dopo averlo atteso per un anno, il libretto del programma, ma anche di darla una mano, con una piccola offerta, per la buona riuscita  di quella che sentono come la loro festa.

Una volta ultimati tutti i preparativi, il centro del paese, addobbato dalle luminarie, è pronto a ospitare le attraenti bancarelle e quella cassa armonica dove si esibiranno le bande “Città di Taviano”, “Città di Racale” e “Città di Lizzano” che contano su un gran numero di appassionati cultori.

Una cornice perfetta per gli eventi che animeranno le serate: il 30 tocca ai gruppi musicali “60 Forever” e “Vintage”, mentre l’1 si esibiranno i “Piazza Italia” e il famoso imitatore Gigi di Staso. La sera del 31, invece, l’occhio di bue sarà puntato sui fuochi pirotecnici che, in cielo, faranno a gara di luminosità con le stelle.

Ma la luce più intensa è quella della fede che investirà tutti durante le processioni e le celebrazioni religiose: «Il papa Benedetto XVI – rimarca don Franco Francioso, anche presidente del Comitato festa – ha indetto per il 2012-2013 l’Anno della Fede. Chiediamola questa fede al nostro patrono perché ci animi e ci sostenga sempre».

Per i fedeli, quest’anno, c’è una novità: è stato pubblicato e distribuito un opuscolo (frutto del lavoro di Mariagrazia Potenza) che ricostruisce il culto di San Quintino attraverso i documenti dell’archivio storico della chiesa matrice.

Roberta Rahinò

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