L’Albicocca rapita: conteso il Presidio

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Galatone. Galatone sarà ormai la “Città dell’Albicocca” ma Sannicola non ci sta. Proprio quando al recente Salone del gusto di Torino gli esperti di “Slow Food” hanno elevato l’“arnacocchia” galatonese a presidio, tutelandone la sua tradizione e biodiversità, da Sannicola fanno sapere, invece, che “l’albero madre” della squisita albicocca “pinta”, vecchio quasi novant’anni, è proprio lì da loro.

Lo afferma il produttore televisivo Nello Marti “al puro scopo di fare chiarezza”. Intanto, anche grazie all’impegno dell’imprenditore agricolo Luciano Erroi, che con il suo impegno ha fatto decisamente resistere l’ormai famosa “Albicocca di Galatone” ha conquistato il Salone torinese resistendo alla morsa del tempo e dei mercati.

Chiuse le porte del Salone, il sindaco Livio Nisi (anche lui a Torino) intende ora organizzare un incontro per sfruttare al meglio il riconoscimento appena ottenuto coinvolgendo gli agricoltori, i giovani e quanti possono contribuire alla diffusione, tramite i canali di Slow Food (più di centomila soci in 130 Paesi del mondo) del prodotto fresco o trasformato. «In tal senso con Erroi si è tenuto un incontro, proprio alla fiera del Gusto, con i responsabili regionali e nazionali di Slow Food i quali si sono dimostrati molto interessati all’iniziativa», ha affermato Nisi.

Da Sannicola, intanto, Marti fa sapere che l’albicocca “pintisciata di S. Nicola (e non di Sannicola)” è nata, appunto, a Sannicola. «Mio nonno, Cosimo Marti, grosso proprietario terriero, mandò a Napoli i propri figli, lo zio Cosimo e mio padre Emilio, per studiare nuovi sistemi di innesti, diffusi dagli americani dopo la Prima guerra mondiale, per la vite ed altri frutti. Da tali prove – afferma Marti – venne fuori l’aalbicocca “pinta” che ebbe una buona diffusione anche nella zona di Galatone dove nonno Cosimo aveva due grandi appettamenti di terreno (Li Santi e Quarantorte). Spiace, comunque, che chi avrebbe dovuto non abbia saputo proteggere tali nostre produzioni autoctone lasciando il tutto nella buona volontà dei piccoli produttori».

DC

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