«Vogliamo il nostro Ivan»

Matino. È trascorso poco più di un mese da quando di Ivan Regoli non si hanno più notizie. Le indagini continuano, ma sembra che il paese si sia nascosto dietro l’indifferenza o le frasi dette con estremo riserbo.

La madre di Ivan, Antonella Rizzo, è sola nella sua disperazione, sola con l’altro figlio Alessio, sempre loro tre sin da piccoli. Aspetta di veder rientrare il figlio da un momento all’altro, ma i giorni passano e la speranza lascia sempre più posto allo sconforto.

«Come può sparire una persona in questo modo – si chiede la signora – il silenzio è troppo duro da sopportare». Il viso è segnato dalla sofferenza e dal pianto: «Sono sempre stata combattiva e ho affrontato tutti i problemi della mia vita con forza e coraggio, per i miei figli, ma ora sono stanca, ho bisogno di sapere dov’è Ivan».

Vicino al letto c’è una sua foto, la stringe a se ogni notte prima di dormire; in cucina altre ancora di lui da piccolo «Siamo stati sempre felici noi tre. Da piccoli giocavamo insieme ho sempre tenuto alla loro educazione e non gli ho mai fatto mancare nulla, anche se hanno subito la mancanza della figura paterna».

La madre racconta di Ivan, del suo carattere, molto preciso e ordinato, forte all’apparenza, ma in realtà molto timido, forse perché ha dovuto affrontare alcune difficoltà nella sua vita. «Ho cercato sempre aiuto – dice la signora Antonella – ma in questo paese non ci sono strutture per sostenere i giovani, per aiutarli, non ho mai ricevuto nulla per loro».

La paura che qualcuno gli abbia fatto del male è tanta. Non riesce a trattenere le lacrime la madre quando pensa che tra pochi giorni sarà il suo compleanno, trent’anni il 30 ottobre, ma non intende arrendersi. «Finché avrò vita non mi darò per vinta, ma chiedo a chiunque sappia qualcosa di parlare anche in forma anonima».

Nutre ancora speranze anche la moglie di Ivan, Tiziana che spesso fa visita  alla suocera per darle conforto e farsi forza a vicenda. I due giovani sono sposati da due anni; il 31 ottobre prossimo dovrebbero festeggiare il loro secondo anniversario,  si amano molto e lui le riservava sempre attenzioni e parole dolci. Anche lei come la madre è convinta che non si sia allontanato spontaneamente, anche perché quel pomeriggio aveva solo pochi spiccioli in tasca.

Nei giorni precedenti la scomparsa Ivan era tranquillo; nessun comportamento strano che potesse far intendere che c’era qualcosa che lo preoccupasse «Si lamentava del suo paese – racconta la moglie – diceva che era ostile con lui, non riusciva a trovare lavoro e voleva andare in qualche altra città, ma non si sarebbe mai allontanato senza dire niente a nessuno». Tiziana tra le lacrime manda infine un accorato appello al congiunto, nella speranza che lui lo possa vedere «Voglio che sappia che manca molto a me e a suo figlio».

Maria A. Quintana

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