«Un evento in Rosato»

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I vigneti della cantina Rosa del Golfo

Alezio. E’ “interessante e positivo che del vino del Salento si parli anche fin su a Brescia”, secondo Giorgio Provenzano, il vicepresidente della centenaria cooperativa “Cantine del Matino” che statuto originale alla mano, risale all’anno 1899.

L’idea di  Damiano Calò, presidente della Cantina “Rosa del Golfo” di Alezio, di delocalizzare la manifestazione “Italia in rosa”, magari rendendola itinerante tra le terre genitrici del rosato (Abruzzo, Garda, Trentino e Salento) trova attenzione ed interesse. Prende voce quel Salento che ha dato vita per primo al vino rosato;  si pensa a Severino Garofano – enologo che data la sua opera nel settore si è avvalso del titolo di “principe del Salento” – che fa risalire i primi rosati agli anni ‘20 del secolo scorso;  allora erano definiti “spaccabicchiere”, in quanto l’uva nera veniva premuta direttamente nel torchio. Il famoso enologo ritiene che il Rosato “è vino tipico del Salento, appartiene alle sue tradizioni”.

Organizzare un evento tipico sarebbe una buona opportunità anche secondo Provenzano: «Un’iniziativa del genere dovrebbe avere una grande portata, potrebbe essere localizzata in una grande città». Suggerisce il presidente, ingegnere Ettore De Luca: «Magari con la collaborazione di alcune autorità originarie del Salento che ricoprono ruoli di un certo livello nel settore come  l’assessore regionale alle Risorse agricole alimentari Dario Stefano e l’europarlamentare Paolo de Castro, attuale presidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale».

Più nel concreto scende il sindaco di Sannicola, il cui territorio in parte è nell’area del Doc Alezio. Giuseppe Nocera pensa ad una architettura che potrebbe trovare corpo inviando i giusti stimoli ad istituzioni (Regione, Provincia, Comuni) e soggetti privati (Lega coop “che ha fatto un ottimo lavoro per l’uva da tavola”) e lega il Rosato ad altri picchi d’eccellenza come l’olio; poi lancia due direttrici: «Si può fare e anche molto bene mettendo in campo due operazioni: la prima – osserva Nocera – riguarda la produzione di qualità, il marchio, i produttori; la seconda operazione si connette al marketing territoriale basato anche sui nuovi strumenti come l’e-commerce su cui, come Sac,   stiamo già ragionando».

E i possibili partner di Moniga del Garda, dov’è nata “Italia in rosa” cinque anni fa, che ne pensano?  «Per noi è fondamentale unirci ai quattro luoghi che producono il rosato d’eccellenza»: lo dice Luca Franceschini, che tiene le chiavi dell’organizzazione dell’evento sul Garda. «Così come Vinitaly si articola in tante altre iniziative oltre quella di Verona –   così potremmo fare noi col nostro marchio registrato. Ci si può pensare seriamente, perchè serve»,  conclude Franceschini.

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