Io pago le multe, e poi?

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Racale. Sono in molti i cittadini, specialmente quelli che più trasgrediscono e sono sanzionati, a porsi questa domanda: «Va bene, io pago, ma che fine fanno i miei soldi?» Se può essere di consolazione, il fine è buono almeno per il 50%. D’altronde non è il singolo Comune a stabilirne l’utilizzazione ma una legge dello Stato.

Si tratta dell’articolo 208 del decreto legislativo 285/92 che impone di destinare almeno il 50% dei proventi introitati dai Comuni dalle multe per violazione del codice della strada a determinate spese che potremmo definire di pubblica utilità in quanto miranti a migliorare le condizioni di viabilità e a incentivare l’educazione stradale per le nuove generazioni.

L’importo presunto delle sanzioni amministrative dovrebbe essere per Racale di 900mila euro, quindi il Comune ha deciso come usare la metà, cioè 4.500 euro in questo modo e nelle percentuali seguenti: il 10% per spese per il miglioramento della circolazione stradale; il 10% per spese per il potenziamento e il miglioramento della segnaletica stradale; il 20% per spese per la fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di competenza della polizia locale; il 50% per spese per assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e altre forme flessibili di lavoro; il 10% per spese per la sicurezza stradale, in particolare a tutela degli utenti deboli quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti.

Come si vede c’è uno sguardo alla sicurezza, un altro alla prevenzione, e un altro ancora alla solidarietà. Sempre più difficile, infatti, diventa la mobilità di bambini, anziani, mamme con bambini piccoli anche per la presenza di barriere architettoniche.

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