Ho incontrato la paura nella mia Parigi

milhares-de-pessoas-marcham-em-paris-1421107399929_956x500Da mercoledì 7 a domenica 11 gennaio 2015 Parigi ha vissuto i suoi giorni terribili, scanditi da minuti, ore, date che rimarranno nella storia. Tra capi di Stato e servizi segreti, interrogativi transoceanici e  vite di colpo impazzite, la testimonianza di Isabella Cherillo, una giovane donna di Alezio che vive e lavora da anni nella capitale francese. Pensieri  in presa diretta, davanti ad una realtà che di colpo non assomiglia più a quella quotidiana, normale, a tratti banale di tutti i giorni, di tanti giorni.

Per questo non sono andata alla manifestazione a Bastille: avevo troppa paura. Abbiamo già vissuto giorni di tensione e di paura e non avevo voglia di aggiungerne un altro. Ero al “Printemps” quando qualcuno mi ha detto che c’era stato un attentato e che 11 persone erano morte. Era il primo giorno dei saldi. Come saprai, Fernando, da noi è un evento: il primo giorno con ministro, giornalisti,  presidente e direttori e tanta tantissima gente. Sul momento non ho realizzato quello che stava succedendo non lontano da me. Tornata a casa ho visto in tv… in ogni canale si parlava dell’attentato al giornale Charlie. Molti non erano sorpresi visto che il giornale aveva avuto diverse minacce in passato. Notizia orribile, sconvolgente ma pensavo e pensavamo finisse lì.

La paura è iniziata quando, arrivata al lavoro, ho visto che “Printemps” e galleries erano circondati da militari e polizia con il viso coperto e mitra fra le mani e all’ interno tantissimi agenti in civile. “Zona Alto Rischio Attentati!”.
Il giorno dopo ancora… svegliata dalla notizia di ostaggi. E mentre tutti ti dicono di essere tranquilla e di continuare a vivere la quotidianità, vedi un militare che dice alla propria mamma di andare nel vagone vuoto del treno ed evitare zone affollate; vedi intorno a te militari e polizia con mitra e senti minuto per minuto in diretta le attualità: ostaggi, ordine di non uscire dalle scuole, case e uffici per alcuni quartieri; spari e morti. Metro bloccate. Inizi seriamente ad avere paura. Paura di non poter più prendere l’aereo per ritornare a casa. E capisci cosa può provare chi tutto questo lo vive ogni giorno… la paura che qualcuno può rubare la tua vita.

Non nascondo che ho avuto un attimo di sollievo ed ho sorriso quando ho ascoltato la notizia della cattura e della morte dei tre terroristi. “Ho pensato finalmente la fine di un incubo”.
Penso che per i francesi gli attentati siano stati piuttosto un attentato alla loro cara liberté e la manifestazione, oltre a ricordare le vittime, un grande motivo per ricordare quanto per loro sia importante la liberta d’espressione e di scelta. Io non ero in quella manifestazione perché avevo paura di perdere ciò di più caro la vita possa offrirci: la vita. Non ero in quella manifestazione ma sono stata, sono e sarò Charlie. E oggi sono anche Ebrea, Mussulmana e Francese e spero che più nessuno avrà il diritto di farmi ancora avere paura.
Isabella Cherillo – Parigi

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