Brucia Vora, brucia

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L’ultimo incendio: stesso spettacolo in questo periodo negli ultimi tre anni

Casarano. Con sospetta precisione è ritornato anche quest’anno l’incendio alla Vora di Casarano. Sono ormai tre anni che le fiamme tornano a divorare la vegetazione dei bacini di lagunaggio del depuratore comunale per cause che difficilmente possono definirsi accidentali.

L’incendio del giovedì pre-ferragostano ha ricalcato quanto accaduto nello stesso giorno di un anno fa quando però la direzione del vento avvolse la città di una densa coltre di fumo nero ed in molti furono costretti a recarsi in ospedale per principi di intossicazione. In quell’occasione si lottò contro fuoco e fiamme per sei giorni.

Nulla di tutto ciò è accaduto questa volta, ma solo grazie al vento di tramontana che ha dirottato il fumo verso le vicine Taviano, Melissano e Racale, spingendosi sino ad Ugento e poi Matino. Per il resto è stato necessario l’intervento dei Fire-Bass della Protezione civile, che hanno lanciato dall’alto l’acqua prelevata dall’Adriatico, così come dei Vigili del Fuoco di Gallipoli e della Protezione civile di Casarano e Matino. Per due giorni è rimasta chiusa al traffico anche la Provinciale per Taviano all’altezza del primo rondò della nuova tangenziale.

L’incendio, durato quattro giorni, ha riproposto per l’ennesima volta l’esigenza di avere in città un distaccamento dei Vigili del Fuoco. Nessun risultato ha, infatti, prodotto l’intesa firmata a Bari lo scorso novembre tra Regione e Comune per l’avvio dei corsi di formazione per un distaccamento di volontari da più parti ritenuto, comunque, insufficiente. Un distaccamento di effettivi è stato presente fino al 1981 per poi ritornare (ma su base volontaria) nel 2004 con sede presso la zona industriale.

Da segnalare come l’incendio di Ferragosto stia diventando un pericoloso cliché per Casarano. Oltre alla Vora, nello stesso periodo ma nel 2008, le fiamme arrivarono a lambire le case in contrada Petrose, nella zona del Canalone.

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