In ricordo di Cenni

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Casarano. Si è spento a Faenza, lo scorso 4 gennaio, il professore Fabrizio Cenni (foto), ex primario e fondatore del reparto di ortopedia e traumatologia del «Francesco Ferrari».

Il ricordo che il medico ha lasciato in ospedale ed in città è vivo e carico di gratitudine e di stima.

Basti pensare alla proposta, lanciata dal segretario provinciale della Cisal sanità, Giovanni D’Ambra, di intitolare al professor Fabrizio Cenni il reparto di ortopedia del «Ferrari» e una strada o una piazza della città.

L’obiettivo è di conservare nel tempo la memoria della figura e dell’operato dell’ortopedico. Con questo preciso intento, D’Ambra si è fatto «umile portatore di un sentimento comune e sincero dell’intera cittadinanza di Casarano».

«L’uomo ed il professionista che è stato capace per oltre 40 anni di alleviare le sofferenze di migliaia di persone di ogni età e ceto sociale – commenta D’Ambra – ha anche contribuito a far conoscere la città di Casarano ben oltre i confini geografici della provincia di Lecce e della regione Puglia. È stato, e rimarrà per sempre, un tassello della storia di Casarano e dell’ospedale “Francesco Ferrari”».

A piangere la scomparsa dell’«indimenticabile primario» sono stati anche il personale dell’unità operativa di ortopedia e traumatologia e la direzione ospedaliera del «Ferrari». I suoi stessi familiari, la moglie Maria Teresa Cova e le figlie Daniela, Vittoria, Roberta e Alessandra, nel dare il triste annuncio della scomparsa del noto medico, avevano descritto l’ex primario come «l’uomo che volle vivere e dedicare la sua professione a Casarano».

Particolarmente toccante il ricordo tributato dagli infermieri di sala operatoria.

«Noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere il professor Cenni, le sue qualità, la sua forza, la sua gioia di vivere, proprio per la riconoscenza e il rispetto che gli dobbiamo, cercheremo – commentano gli infermieri – di fare un modello del suo incancellabile ricordo».

Chi conosceva molto bene Cenni, con il quale aveva preparato la tesi di specializzazione in ortopedia, andandolo a trovare, dopo cena, nella sua abitazione, è Antonio Aloisi, primario di ortopedia a Galatina.

Musicista, polistrumentista e poliglotta (parlava correntemente inglese, tedesco, francese e greco), Cenni fu soprattutto un «maestro» per generazioni di giovani medici. Uno di questi è proprio Aloisi.

«Ha amato Casarano e il Salento – rammenta Aloisi – dove ha trascorso la gran parte della sua vita, formando tanti di noi, insegnando soprattutto l’arte dell’ortopedia e della traumatologia, ma anche e soprattutto il modo per onorare la professione difendendo i principi e valori che sono indispensabili per l’uomo e poi per l’ortopedico».

Alberto Nutricati

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