Alle urne a Gallipoli, la “vecchia”

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La cattedrale di Gallipoli.

Gallipoli. Un’esercito in marcia verso le urne. Sono i quasi 75mila “aventi diritto al voto” (74.879 per la precisione) chiamati a scegliere sindaci e consiglieri comunali nella tornata elettorale del 6 e 7 maggio nei Comuni della zona tra Gallipoli e Casarano.  Oltre che nei due capoluoghi si vota anche a Galatone, Matino e Racale ed anche se l’entusiasmo (per motivi diversi) non è proprio al massimo, le elezioni amministrative restano sempre l’appuntamento più seguito dagli elettori.

In questi Comuni, infatti, le precedenti consultazioni locali hanno fatto registare un’affluenza ben superiore al 70%, con un picco dell’81% a Racale, il 75,9% a Galatone, il 72,3 a Matino e, lì dove si è votato con il doppio turno, il 75,1 a Casarano ed il 72,9 a Gallipoli. In media, tra l’altro, si registra un candidato (in tutto sono 950) ogni 79 elettori.

Tra i dati a disposizione stupisce il rapporto tra residenti ed elettori che a Gallipoli è addirittura pari al 97,17%. Ciò sta a significare che a fronte dei 20.967 abitanti della “Città bella” (dato che comprende anche gli iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero) si hanno ben 20.374 elettori. In altre parole a Gallipoli la popolazione al di sotto dei 18 anni è ridotta ad appena 593 unità. La città, dunque, invecchia più dei centri vicini e solo fino ad  un certo punto può incidere la tendenza dei gallipolini a “migrare” nella vicina Alezio (dal 1998 sono in oltre 1.600 ad aver cambiato residenza).

Ma il fenomeno si verifica anche altrove, seppur non in misura così eclatante. A Matino gli “under 18″ sono 522 (11.738 abitanti contro 11.216 elettori), a Galatone 1.002 (15.858 – 4.856), a Casarano 1.650 (20.560 – 18.910) ed a Racale 1.454 (10.977 – 9.523).

Nei Comuni con più di 15.000 abitanti (Gallipoli, Casarano e Galatone) si vota con il sistema maggioritario che contempla il doppio turno, nell’ipotesi (più che concreta) che nessuno dei candidati sindaco raggiunga il 50% più uno dei voti. In questi casi, l’affluenza cala fisiologicamente al ballottaggio (quest’anno il 20 e 21 maggio). A Gallipoli, nel 2008, a scegliere tra Giuseppe Venneri (54,1%) e Gino Schirosi (45,9%) fu appena il 58,2% degli elettori, poco meno del 59,9% che sancì la vittoria di Ivan De Masi (61,4%) su Claudio Casciaro (38,6%) a Casarano nel 2009 mentre a Galatone Franco Miceli (58,5%) ebbe la meglio su Livio Nisi   (41,5%)  nel 2007 con il 65,6% degli elettori.

Nel rispetto di una statitistica più che consolidata a livello nazionale, anche in questi Comuni l’elettorato femminile (così come la popolazione residente) supera quello maschile.  Se a Gallipoli le donne aventi diritto di voto sono 10.289 (contro 10.085 uomini), a Casarano raggiungono quota 9.811 (contro 9.099) ed a Galatone 7.704 (contro 7.152).

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