In 237 in attesa di casa

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Viale Europa

Gallipoli. Si sblocca la lista per ottenere di diritto una casa popolare.  Sempre che si trovino gli alloggi liberi da assegnare tra viale Europa, via Cagliari, Carlo Massa e Milano. La soglia delle richieste è di poco inferiore alle trecento famiglie, facendo fede alla situazione fotografata ormai quattro anni addietro con un bando stilato durante la gestione del commissario straordinario Angelo Trovato.

Dopo questo lasso di tempo è giunto finalmente a conclusione il farraginoso iter legato a quel bando pubblico per l’assegnazione in locazione semplice degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il Comune di Gallipoli  ha definito la relativa graduatoria degli aventi diritto. E presto consegnerà la lista definitiva nelle mani dello Iacp, che attingerà da quell’elenco per assegnare i relativi alloggi che si renderanno disponibili nella città bella. Nello specifico quell’avviso del 2008 ha prodotto 237 richieste da parte di famiglie, coppie giovani, disabili, e la graduatoria finale generale (che comprende anche quelle speciali e per anzianità) stilata dagli uffici comunali è avvenuta sulla base della relativa legge regionale, che prevede punteggi specifici in base a requisiti tanto soggettivi (relativi alla condizione del richiedente o del suo nucleo familiare), quanto oggettivi e riguardanti l’immobile abitato.

«Si tratta di un atto su cui si è impegnata da subito l’Amministrazione comunale, al fine di dare una risposta ai cittadini, che da anni avevano partecipato al bando e che pertanto attendevano la definizione di questa graduatoria – commenta il vicesindaco Antonella Greco – in poco tempo, pertanto, si è avuta la volontà di definire una questione che riguarda una tematica, quella della casa, particolarmente sentita, per ovvie ragioni anche in considerazione che l’ultima graduatoria risale addirittura a circa venti anni fa».

La graduatoria pubblicata  sarà consultabile per trenta giorni e dopo tale termine, gli interessati avranno un altro mese di tempo per promuovere eventualmente ricorsi, sempre tramite gli uffici comunali, allo Iacp.

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