Immobili invenduti, quanto è difficile riempire le casse

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MILIONI CERCANSI. Da quando è stata costituita la società che doveva mettere in vendita i beni comunali, solo due sono stati acquistati da soggetti privati. Si tratta del mercato e della cantina S. Giuseppe (in foto)

Casarano. Occorre attendere ancora per conoscere la sorte degli immobili comunali messi in vendita. L’ultima asta per la loro assegnazione è, andata, infatti deserta non permettendo alla società a responsabilità limitata “Casarano città contemporanea”, con il Comune quale unico socio, di fare cassa.

La srl venne costituita dall’Amministrazione De Masi allo scopo di “valorizzare, gestire e dismettere gli immobili comunali”. Con queste finalità lo scorso aprile vennero piazzati sul mercato (sempre al termine di una procedura d’asta) l’ex cantina San Giuseppe (per circa 450mila euro) ed un’area fabbricabile nel quartiere Pietrabianca (poco più di 470mila euro). Qualche milione di euro si sperava di mettere in cassa con la vendita di altri quattro immobili (termine ultimo per le offerte lo scorso 29 settembre) ma contrariamente alle premesse, che sembravano essere positive, nessuno si è fatto avanti.

Possono, di certo, aver inciso anche i dubbi sulla regolarità della procedura avanzati da più parti. L’ex capogruppo consiliare del Pdl, Giampiero Marrella, era giunto a richiedere formalmente la sospensione delle procedure di vendita per l’assenza della firma del responsabile di settore sull’atto di trasferimento dei beni immobili dal Comune alla società patrimoniale.

Lo stesso esponente dell’ex opposizione consiliare ha segnalato come l’area adiacente agli impianti sportivi della zona industriale sia stata messa all’asta con una base di 520mila euro quando il suo valore, secondo la perizia giurata inserita all’interno dell’atto di cessione degli immobili alla società di cartolarizzazione, risulta invece di 970mila euro. Gli stessi impianti sportivi non sarebbero stati inseriti, sempre secondo Marrella, nell’atto di trasferimento dal Comune alla patrimoniale e la loro base d’asta risulta essere di gran lunga superiore alla sua stima.

Al di là di questi dubbi, resta da capire quanto il Comune (tramite la società patrimoniale) può sperare di ricavare dalla vendita di questi, come di altri beni per i quali le procedure non sono state ancora avviate.

L’ultima asta ha riguardato l’ex ufficio sanitario di piazza San Giovanni, il mercato di contrada Botte, gli impianti sportivi della zona industriale e l’area edificabile adiacente. Tra gli altri immobili da vendere anche l’ex caserma dei Carabinieri, se e quando verrà liberata dal Museo del Minatore.

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