Il Villaggio rivive

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L'educazione stradale per i più piccoli

Matino. Non poteva che essere una grande festa quella organizzata in occasione dell’inaugurazione del Villaggio del fanciullo, la struttura appena rimessa a nuovo dopo decenni di abbandono. Sono stati in tanti i matinesi che non hanno voluto perdere la  serata insieme ai circa cento  ragazzi che hanno partecipato ai due mesi di campus estivo, organizzato dalla parrocchia San Giorgio.

La serata è iniziata con la benedizione della statua della Madonna posta all’entrata del Villaggio. A celebrare il rito don Gino, parroco di Chiesanuova, paese d’origine di don Primaldo Gioffreda che ormai da circa dieci anni guida la comunità della parrocchia San Giorgio.

Subito dopo recite, canti e balli nel campo esterno preparate dai due gruppi che in questi mesi hanno animato il villaggio, ovvero i bambini dai 6 agli 8 anni e i ragazzi dai 9 agli 11. I primi hanno proposto il tema dei colori mentre i secondi hanno presentato il tema dell’educazione stradale. Per tutti loro un’estate da ricordere anche per la partecipazione ai vari laboratori di decoupage, pittura su stoffa, tamburello e pizzica con  gli oggetti realizzati messi in vendita per raccogliere fondi destinati al completamento del Villaggio stesso.

Quasi un lavoro a tempo pieno per i piccoli, che non sarebbe stato possibile realizzare, senza l’aiuto dei volontari che più volte Don Primaldo ha voluto ringraziare. «È anche per merito di tutti i volontari che mi hanno sostenuto in tutti questi anni se oggi siamo qui seguendo l’economia della formica, risaprmiando pian piano per rimettere in piedi il nostro Villaggio», ha affermato il parroco. Alla struttura, in realtà,  manca ancora un pezzo, ovvero la parte sinistra dell’edificio che non è stata ancora ristrutturata e per il cui completamento  occorrono circa 50mila.

Al termine dell’estate don Primaldo non ha, però, intenzione di chiudere le porte della rinata struttura, divenuta in breve tempo già centro di riferimento per tanti. «Quello che vorrei fare attraverso l’aiuto anche delle istituzioni – ha spiegato il parroco- è accogliere i giovani che a livello scolastico o sociale presentano qualche difficoltà, offrendo il servizio del doposcuola gratuito, oppure insegnando loro attività manuali, accrescendo e sfruttando le doti innate di ciascun ragazzo».

Maria Antonietta Quintana

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