Il ricordo di Marco Pedone con la Marcia della Pace e Riace: emozione e impegno a Patù

Patù – È stata una settimana intensa, dal punto di vista emotivo e dell’impegno sociale, quella vissuta dal piccolo comune del basso Salento tra Riace, Assisi e il ricordo di Marco Pedone. Domenica 7 ottobre una delegazione è partita alla volta di Riace, centro della Calabria noto alle cronache per l’accoglienza dei richiedenti asilo, per esprimere solidarietà e vicinanza al sindaco Mimmo Lucano dopo il suo arresto nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla procura di Locri. Il giorno seguente il sindaco Gabriele Abaterusso con alcuni cittadini e i ragazzi della scuola media dell’Istituto comprensivo di Salve -Morciano-Patù, diretto da Chiara Vantaggiato, hanno partecipato alla marcia della pace Perugia – Assisi alimentando il corteo colorato di 14 chilometri a testimonianza del loro impegno sociale e umanitario. «È stata un’esperienza emozionante: visitare Riace e poi partecipare alla marcia della Pace ci ha ricordato l’importanza di quei valori fondamentali che caratterizzano l’essere umano», afferma Abaterusso. Il corteo della pace si è aperto con una grande bussola che ha per punti cardinali “Libertà, dignità, uguaglianza e diritti”. Poi lo striscione “Fraternità” e a seguire lo storico bandierone arcobaleno lungo decine di metri e un grande vessillo dell’Unione europea.

Il ricordo di Marco Pedone Tanta la commozione anche martedì 9 ottobre quando la comunità cittadina ha ricordato la scomparsa del giovane caporalmaggiore dell’esercito Marco Pedone, vittima nel 2010 di un attentato in Afghanistan. A Patù era conosciuto da tutti per i suoi modi cordiali, il sorriso stampato e gli occhi azzurrissimi di chi “combatte” una guerra che non gli appartiene.  A otto anni dalla morte a ricordarlo, insieme alla famiglia, a molti concittadini e agli amministratori, c’erano anche i bambini e i ragazzi di Patù dell’Istituto comprensivo.

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