Il progetto, chi l’ha visto?

Cave-AcquaricaACQUARICA DEL CAPO. Ma che fine ha fatto il progetto per la “riqualificazione e recupero delle cave di Acquarica? È quanto si domandano tutti coloro che pensavano che una vasta area di cave (foto), che tra Acquarica e Taurisano abbraccia una superficie di 300 ettari, sarebbe stata strappata all’incoscienza di chi per anni l’aveva utilizzata per smaltire rifiuti di ogni genere per essere riqualificata e recuperata degnamente. L’idea di un “programma unitario” tra Acquarica e Taurisano per la tutela e valorizzazione delle cave venne alla luce ufficialmente il 29 novembre 2001, quando il Consiglio comunale di Acquarica approvò all’unanimità un protocollo d’intesa col comune di Taurisano che affidava ad un team di grandi esperti il compito di redigere uno studio di prefattibilità. Coordinato dall’architetto Corrado Cazzato, che era stato il promotore dell’idea, e Alberto Torsello, il gruppo composto da Bruno Dolcetta (direttore del dipartimento di Urbanistica Università di Venzezia), Roberto Masiero, Paolo Torsello, Slyano Vecchi e Vincenzo Verardi, predispose uno studio di fattibilità che prevedeva un intervento a 360 gradi.

Partendo dalla produzione di energia da fonti alternative, il progetto puntava al recupero dell’area attraverso una serie di interventi che andavano dalla realizzazione di un museo che conservasse la memoria storica di questa zona fino alla realizzazione di spazi per festival musicali e spettacoli. Il tutto coinvolgendo università e centri di ricerca affidando la gestione ad una società mista a maggioranza pubblica in cui i numerosissimi piccoli proprietari del terreno fossero soci. Il 14 settembre 2005 il Comune di Taurisano dava dei suggerimenti per la redazione del lavoro degli esperti e a dicembre lo studio di prefattibilità veniva presentato ufficialmente a Taurisano con un convegno al quale partecipò l’assessore regionale Angela Barbanente. Da allora del progetto non se n’è più parlato ed oggi sono in molti a chiedere all’Amministrazione comunale di riprendere un discorso interrotto.

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