Il nocino con ventiquattro frutti raccolti nel buio notturno

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Nocino  2Cè anche il nocino di S. Giovanni. Nella notte in cui può succedere di tutto, si devono raccogliere 24 noci, si tagliano a spicchi e si mettono in un vaso di vetro in 350 ml di alcol a 95 gradi, e si lasciano macerare per 24 ore. Poi si aggiungono nel vaso: 2 grammi di cannella, 4 chiodi di garofano, la buccia sottile di tre limoni. Si lascia macerare in un luogo fresco e buio fino al 3 agosto avendo cura di agitare almeno due volte al giorno. Trascorso questo periodo si sciolgono 500 grammi di zucchero  a bagnomaria  in 300 ml di acqua.

Si filtra ben bene l’alcol pressando con forza le noci e gli altri ingredienti e si aggiunge all’acqua. Successivamente si imbottiglia. Come per ogni ricetta che si rispetti, esistono delle varianti che hanno i loro estimatori. Le noci possono essere 29 (ma mentre per il 24 il riferimento a S. Giovanni è chiaro, per il 29 sfugge il nesso). Alcuni aggiungono nell’alcol anche un cucchiaio di polvere di caffè e lasciano macerare fino all’Immacolata, cioè l’8 dicembre. Questa variante è conosciuta col nome di “Padre Peppe” e si fa in quel di Altamura.

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