Il Governo ha deciso: a Parabita restano i tre commissari. Si voterà (forse) in primavera

Parabita – Niente elezioni a Parabita: in Comune restano i commissari (nella foto) e si voterà (forse) nella primavera 2019. Lo ha deciso ieri sera il Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza del premier Giuseppe Conte. Nelle prossime ore il Ministero dell’Interno dovrebbe procedere ad annullare, in autotutela, il decreto di convocazione elettorale giunto a Parabita il 5 settembre scorso. Solo una convalida scritta, giàcchè, come appare logico, la permanenza della gestione straordinaria dei commissari per altri 6 mesi si sovrappone alla data del 21 ottobre ed invalida (di per sé) il turno elettorale al quale si stava lavorando.

La proroga del Consiglio dei Ministri La proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Parabita è arrivata su proposta del Ministero dell’Interno Matteo Salvini, sulla base dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. «In considerazione della necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno delle amministrazioni comunali, Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga dello scioglimento dei Consigli comunali di Laureana Di Borrello (Reggio Calabria), Bova Marina (Reggio Calabria), San Felice a Cancello (Caserta), Parabita (Lecce)», è scritto nel provvedimento ministeriale. Tutti Comuni, dunque, nei quali il lavoro di “bonifica della cosa pubblica” deve continuare, arrivando fino al tetto massimo dei 24 mesi previsti dal comma 9 dell’art. 143. Questa la decisione del Governo, le cui motivazioni nel dettaglio verranno rese note nelle prossime ore. Niente elezioni, basti sapere per adesso. Ed è questo il primo punto fermo, finalmente, in una vicenda che di incognite ne conserva ancora tante.

Le incognite Prima su tutte quella del Consiglio di Stato. Il 27 Settembre i giudici amministrativi dovranno chiudere definitivamente il capitolo “legittimità dello scioglimento per mafia”, pronunciandosi a favore del Ministero dell’Interno o a favore dell’Amministrazione Cacciapaglia. Nel primo caso non ci sarebbero modifiche sulle sorti tracciate dal Viminale per Parabita, e i commissari rimarrebbero in carica – come stabilito ieri – sino alle elezioni della prossima primavera. Nella seconda ipotesi, invece, l’Amministrazione Cacciapaglia rientrerebbe in Comune, riabilitata e legittimata a terminare il mandato, fino alla primavera del 2020.

La decisione sulla “sospensiva” Altro snodo, quello del 20 settembre, data in cui il Consiglio di Stato si riunirà per discutere l’istanza di revoca dell’ordinanza di sospensiva presentata dall’avvocato Pietro Quinto per conto dell’Amministrazione Cacciapaglia. La richiesta punta a ripristinare l’efficacia della sentenza del Tar Lazio, quella cioè che aveva dato ragione agli amministratori, in attesa del pronunciamento ultimo e definitivo della settimana dopo.

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