Il dissesto cifra per cifra

di -
0 541

Scorcio del centro storico di Racale, la Chiesa Madre

Racale. Quando si parla di crisi finanziaria, è normale indicare cifre e soluzioni. A Racale ne sanno qualcosa. Il sindaco Massimo Basurto, unitamente alla sua maggioranza, sono costretti a convivere con una situazione al limite del dissesto praticamente dal loro insediamento.

Una situazione che ha ingessato scelte e programmi e che ha costretto gli amministratori comunali a pensare solo all’ordinario e a come rimettere in piedi le deficitarie casse dell’ente. I numeri? Con l’aiuto del sindaco, sono tre le macro aree del debito: due milioni e 400mila euro è la voce complessiva debiti verso fornitori; un milione 300mila euro è l’anticipazione di cassa presso la tesoreria comunale; un milione 600mila euro il totale delle somme dovute per vecchi espropri e parcelle di professionisti vari.

Totale dell’esposizione, più di cinque milioni di euro. Un debito insostenibile che, Basurto, sottolinea «ci siamo ritrovati già al 2007. Solo una piccolissima parte è nostra, ad esempio circa 200mila euro della voce esproprio e parcelle. Il resto, è retrodatato».

Ad onor del vero, buona parte dell’attuale maggioranza era presente nelle precedenti legislature guidata dal sindaco Enrico Causo, scomparso proprio nel 2007, quasi alla vigilia delle elezioni comunali alle quali comunque non avrebbe potuto ricandidarsi.

«Insieme al dirigente di Ragioneria, Sebastiano D’Argento, mi sono avvalso della consulenza di scienza del prof. Sandro Tramacere, Docente universitario di Finanza Locale. Le direttrici sono due: approvare il bilancio di previsione per evitare il dissesto dell’Ente e ripianare lo stato complessivo dell’Ente in un piano triennale. Le due direttrici, ovviamente, viaggiano congiuntamente, altrimenti sarebbe inutile ogni sforzo richiesto agli amministratori ed ai cittadini.

Preciso subito che il dissesto è da considerarsi semplicemente una sciagura». Basurto punta al risanamento o comunque ad instradare il percorso del risanamento prima della fine del suo mandato fissata per il 2012.
«Innanzitutto, la vendita degli immobili comunali. Considerando solo i più appetibili, dovremmo ricavare circa 3 milioni di euro.
Oltre alla riduzione dei costi della politica e la revisione di alcune agevolazioni, stiamo attuando, d’accordo con le organizzazioni sindacali, la diminuzione delle posizioni dirigenziali in Comune da 8 a 3. Questo comporterà un risparmio annuo di circa 130mila euro. Più una serie di provvedimenti di risparmio che serviranno a rientrare dal debito senza pesare sulle tasche dei cittadini già gravate dal difficile momento economico generale».

Attilio Palma

Commenta la notizia!