I tanti “ciao” non diventino “addio”

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Questi sono i tempi che, per antonomasia e sovraffollamento, sono pieni di “ciao!”: come stai, come va, chi si rivede e quant’altro, seguono di solito l’affettuosa esclamazione, accompagnata da immancabili sorrisi, anche perchè la vacanza è agli inizi… In quel saluto detto da noi c’è tanto: una base di familiarità, il sollievo del ritrovarsi, un’essenza di vicinanza bagnata dal gusto euforico del fare festa.

Comincia con un semplice “ciao” un bel periodo, desiderato, vagheggiato, realizzato e che si ritiene pieno di benessere. Per forza.

Solo che le statistiche dicono che il legame duraturo – fidelizzazione, per i tecnici – con un posto di vacanza non è ancora nostro patrimonio. Nostro, di tutto il Sud, purtroppo. Non siamo il Veneto o l’Emilia, dove si va da turisti e si rivà. Qui, dove si arriva con tante attese, non si torna una seconda volta. Siamo onesti: i motivi li conosciamo bene e, in ancora pochi casi, stiamo tentando di rimuoverli con tutte le nostre forze. Se fossimo di più a fare questo, quei “ciao” non diventerebbero alla fine delle vacanze “addio”.

Come auspicavano pure i Beatles.

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