Ora i sogni sono appesi a una fune

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fernando-daprileNon vogliamo parlare qui di ciò che è andato su tutti i giornali, tv anche nazionali e rete internazionale. È un pezzo di questa realtà che non va nascosto sotto il tappeto buono ma neanche fatto assurgere a elemento centrale e totalizzante. Poiché così non è.

Qui intendiamo invece letteralmente perderci tra i ragazzi che hanno finito le scuole superiori, tra i loro sogni che diventano progetti, non più appesi ad un filo ma legati ad un forte canapo fatto di lavoro tra i banchi, di libri diventati amici e di timori superati.

Vogliamo farci pervadere dalla loro sensibilità (è riduttivo pensare solo ai 100, ammonisce Elisabetta che quel traguardo ha raggiunto con tanti altri compagni); lasciarci rapire dall’ottimismo di chi indica, con chiarezza, i prossimi passi, percorsi e obiettivi finali; sorprenderci dalla forza di volontà che ha fatto superare ostacoli e impedimenti: ho perseverato, come mi avevano insegnato, e ho vinto, dice Federica, che ricava il filo della sua tela dall’humanitas latina.

Bratislava, Aosta, Zurigo, Torino le stazioni delle prossime probabili fermate. Per alcuni è già tutto deciso dall’anno scorso, selezionati da atenei di rilievo come Paola e Marilù. Senza tralasciare in questa immersione nel futuro le eccellenze in archeologia e scienze navali di Aurora e Dennis. E  Marco che rivela il suo sogno: inventare il moto perpetuo, a dispetto delle leggi della termodinamica. Marco, perché no?

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