I reflui depurati al largo, ma c'è chi si oppone

Il depuratore di via Scalelle

Gallipoli. La Regione deve decidere in fretta sul depuratore consortile e sulle soluzioni per gli scarichi a mare, passando dalle parole ai fatti e seguendo le indicazioni del Consiglio comunale gallipolino. Il Comune torna a fare pressing sull’assessore regionale per la Tutela delle Acque, Fabiano Amati e sollecita atti ufficiali per il finanziamento della condotta sottomarina sul litorale nord. Ma la sezione ionica dell’associazione ambientalista e animalista della Lipu non demorde e manifesta, dati e cifre alla mano, tutto il suo dissenso per la soluzione del “tubo” di scarico dalla costa verso il mare.

«La condotta marina non migliorerà la qualità dei reflui. Se si inquina oggi sulla costa, si inquinerà domani, avendo speso 4 milioni di euro, a qualche chilometro dalla costa – scrivono in una nota i soci della Lipu – ci sembra quindi evidente che da questo punto di vista la scelta della condotta sia del tutto sbagliata e che la priorità sia il miglioramento delle prestazioni di un impianto intrinsecamente inadeguato. Ci preme inoltre sfatare alcuni dati che tendono a dipingere la condotta come una soluzione a buon mercato rispetto ad una lussuosa fitodepurazione». L’equazione vincente per la Lipu  sarebbe quella di puntare sulla depurazione naturale e il riuso delle acque reflue. Seguendo l’esempio virtuoso della vicina Melendugno dove per il progetto di fitodepurazione sono bastati otto ettari per un impianto a servizio di poco più di 40mila abitanti equivalenti. La soluzione-fitodepurazione, cara anche al consigliere provinciale Sandro Quintana, in quel di Gallipoli non è stata scartata del tutto, ma al momento l’indicazione della politica è stata di altra natura: «Il Consiglio comunale, all’unanimità, ha deliberato la richiesta di ammissione a finanziamento della condotta sottomarina e del potenziamento dell’impianto di affinamento – rammenta il sindaco Francesco Errico – la soluzione prospettata è ritenuta dai tecnici la più idonea sia per risolvere le criticità dello scarico a mare in battigia sia sotto l’aspetto eco-ambientale ed economico».

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