I 50 anni di “Caroli Hotel”

Gilda Nuzzolese e Attilio Caroli

Gilda Nuzzolese e Attilio Caroli

GALLIPOLI. I cinquant’anni stanno per suonare per il gruppo alberghiero Caroli Hotels ma sembrano trascorsi secoli  da quando il nonno dell’attuale omonimo direttore Attilio Caroli ultimò la prima struttura ricettiva sul lungomare di Santa Maria di Leuca costruendo da solo il collegamento con l’allora teleselezione telefonica che si fermava ad Alessano; come da solo realizzò la cabina elettrica che poi sarebbe servita per l’illluminazione della passeggiata. Con il progetto dell’ingegnere Francesco Caputo, suo nipote,  Attilio Caroli senior scavò un tunnel sotto l’asfalto per collegare il Terminal alla spiaggia.
E’ sicuramente quello uno dei momenti da ricordare, a cui ne sono seguiti altri. E’  del 1975, quindi dieci anni dopo, l’acquisizione allo stato rustico dell’Hotel Le Sirenuse di Gallipoli, proprietà di un imprenditore oleario di Genova, oggi diventato un ecoresort dal nome nuovo “le Sirené”. Nel 1985 accanto al Terminal di Leuca entrò in funzione la struttura Villa Meridiana del conte Spagnoletti Zeuli di Andria. L’ingresso dello storico Jolly Hotel è datato 1987: era un pezzo di una rete alberghiera nazionale. Il Bellavista, nel grattacielo di corso Roma arriverà nel ‘95.

Oggi la gestione dei “Caroli Hotels” si caratterizza per il suo dinamismo: in pratica, quando in bassa stagione gli ospiti sono pochi, ecco ideate e varate iniziative di tornei, meeting, festival in collaborazione con altri soggetti. Tra i prossimi il meeting nazionale delle confraternite insieme alla Confraternita del pampascione di Alezio.
Per fissare in un libro questo mezzo secolo, il direttore Caroli Caputo lancia, attraverso Piazzasalento, l’invito a quanti hanno avuto a che fare con le loro strutture – ospiti, maestranze, fornitori, storici locali – a fornire materiali  (testi, foto…) e ricordi per ricavarne una pubblicazione.
Da un tale posto di osservazione, come si vede la situazione attuale? «Siamo a buon punto – risponde Caroli Caputo – ma dobbiamo risolvere alcune cose: il collegamento con navetta con l’aeroporto di Brindisi; la portualità diportistica; i collegamenti nel Salento con la cosidetta metropolitana di superficie».

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