Gusti e sapori a metà

di -
0 716

BOCCA, UDITO E GOLA Ce l’hanno messa tutta gli organizzatori per eguagliare il successo della manifestazione di quest’anno a quella degli anni precedenti. Bene gli spettacoli di danza e di musica che hanno entusiasmato gli spettatori. (nelle foto alcuni momenti di spettacolo) Meno coinvolgente, invece, l’offerta gastronomica perché la paura dei controlli dei Nas ha consigliato di cambiare all’ultimo momento modalità di presentazione dei cibi. certamente più sicuri e controllati, ma non più tipici

Melissano. Alla fine la grande festa di “Gusti e Sapori” è andata in porto. Anche la quinta edizione della manifestazione organizzata dall’Amministrazione comunale di Melissano, in connubio con i quattro rioni cittadini e la miriade di associazioni di volontariato presenti sul territorio, è passata agli archivi, richiamando un discreto numero di visitatori e di turisti in vacanza nel Salento.

Come scenario, gli scorci più affascinanti del centro storico cittadino, illuminato da luci color ocra che hanno contribuito a rendere più familiare ed accogliente l’atmosfera. Certo, non era facile bissare i numeri delle scorse edizioni, soprattutto dopo che, di recente, altre sagre paesane sono saltate per i ficcanti controlli dei Nas e degli ispettori delle Asl locali, al lavoro per verificare tracciabilità e conservazione delle materie prime servite nei vari stand.

Di riflesso, “Gusti e Sapori” è stata modificata in corsa ed all’ultimo respiro. Niente più cibi cotti sul posto, grigliate di carne o fritture di pesce, ma esposizione e degustazione di prodotti tipici, dolci artigianali e vino dell’Unione agricola di Melissano. In extremis, alcuni rioni hanno preferito collaborare con pizzerie e ristoranti del posto, in modo da servire prodotti di certificata qualità ed ineccepibili dal punto di vista igienico-sanitario. Ma, forse, era ormai troppo tardi.

La serata è stata inaugurata nel parco di palazzo Santaloja, con l’applauditissimo saggio del Centro Danza “Sylphide”. “Il mistero della notte” ha ammaliato il pubblico, incantato dalle esibizioni delle danzatrici – alcune in tenerissima età – coordinate dall’occhio attento della coreografa Tania Macagnino. Musica, bancarelle colori, sapori e odori hanno invaso via Settembrini, Ortali, Montecristo ed il piazzale dell’Immacolata.

Da apprezzare l’impegno della Junior Band, che si è esibita nel centro culturale “Q.Scozzi”, in un caldo soffocante. Gli organizzatori hanno anche predisposto gallerie d’arte e mostre di prodotti artigianali salentini. Quindi, il gran finale in piazza Garibaldi con i ritmi pizzicati dei “Tamurria”.

Innegabile, comunque, sia una fisiologica flessione nel numero di visite rispetto agli anni scorsi sia l’impagabile impegno degli organizzatori.

Una sagra, senza i piatti tipici serviti all’istante, è una sagra depotenziata, ma ci sarà tutto il tempo per organizzare la prossima edizione, in linea con la normativa prevista dalla legge nel settore della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

Marco Montagna

Commenta la notizia!